Paolo Fresu, Cristina Zavalloni e lo Zecchino d’Oro

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Paolo Fresu - ph Roberto Cifarelli

 

Per la sua seconda tappa al Teatro Ebe Stignani di Imola, il festival itinerante Crossroads gioca uno degli assi del suo vasto programma: giovedì 31 marzo il celeberrimo trombettista Paolo Fresu proporrà popOFF!, concerto incentrato sulla ‘traduzione’ jazzistica delle canzoni dello Zecchino d’Oro.

Per capire quanto Fresu tenga a questo progetto, basta scorrere il cast superlativo che ha convocato: Cristina Zavalloni alla voce, Cristiano Arcelli alle ance, Dino Rubino al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso e il Quartetto Alborada, ovvero Anton Berovski e Sonia Peana ai violini, Nico Ciricugno alla viola e Piero Salvatori al violoncello.

Nel pomeriggio, la kermesse musicale organizzata da Jazz Network e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna prevede inoltre un appuntamento letterario al Ridotto del Teatro Ebe Stignani: Vanni Masala presenterà il suo libro Le muse del jazz (Edizioni Curci, 2021), illustrato da Marilena Pasini e dedicato a numerose figure femminili che hanno ispirato la composizione di celebri brani del repertorio jazzistico. L’autore sarà affiancato nella conversazione da Franco Minganti, docente universitario e a sua volta autore di libri su temi jazzistici, dal giornalista Daniele Barbieri, dalla cantante Valentina Monti e dal chittarista Dagmar Benghi.

 

Cristina Zavalloni – ph Barbara Rigon

 

popOFF! è una sfida musicale, diciamolo pure, folle. Per cui poteva riuscire vincente solamente a un artista come Paolo Fresu, il cui tocco sonoro è capace di avvolgere e trasportare nel suo universo estetico qualunque materiale. Ci troviamo davanti alla rivisitazione in chiave jazz di alcune canzoni dello Zecchino d’Oro, la mitica manifestazione canora dedicata all’infanzia. Nel voler rendere omaggio a Bologna, città nella quale si è trasferito nel corso degli anni Ottanta e che da allora ha fatto da ‘cornice’ alla sua prodigiosa ascesa artistica, Fresu ha infatti intrepidamente pensato al celeberrimo festival della canzone per bambini che si tiene all’Antoniano.

Non è una novità l’interesse per il mondo dell’infanzia di Fresu (che nel 2010 con la moglie Sonia Peana ha ideato il progetto Nidi di Note, sempre a Bologna). Ma se in quel caso si trattava di far avvicinare i bambini al mondo ‘adulto’ della musica, ora sono gli adulti a essere invitati a tornare bambini. popOFF! coniuga il rigore musicale e le atmosfere del jazz contemporaneo alla leggerezza, l’ingenuità e la giocosità che si respirano in canzoni come “Quarantaquattro gatti”, “Il valzer del moscerino”, “Il caffè della Peppina”, “Carissimo Pinocchio”, “Volevo un gatto nero”.

Già uscito anche su disco (nel 2021 per la Tuk), popOFF! non cela la propria ambizione di fare le cose in grande: attorno a sé Fresu ha raccolto un manipolo di affermati jazzisti e il quartetto d’archi Alborada. E quando si è trattato di scegliere la voce alla quale affidare i brani, non c’è stato alcun dubbio: la bolognese Cristina Zavalloni, nome di punta della vocalità che si muove attraverso i generi colti e popolari, nonché “figlia d’arte” (suo padre Paolo Zavalloni è stato direttore musicale dell’Antoniano di Bologna dal 1989 al 2003). Con questa collaborazione la Zavalloni è riuscita, in un certo senso, a coronare un suo sogno di bambina: cantare allo Zecchino d’Oro.

 

giovedì 31 marzo, ore 18 + ore 21.15 – Teatro Ebe Stignani, Imola (BO) – biglietti: prezzo intero euro 20; ridotto 16 – info: 0544 405666, 0542 602600, info@jazznetwork.it

 

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