Per favore, non chiamateli scarti

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A Cesena, nel pieno centro storico cittadino, è aperto da tre anni un negozio di abbigliamento piuttosto particolare. Già il nome incuriosisce e svela la ‘filosofia’ che  lo motiva: D’arnóv (Di nuovo, in dialetto) recuperiamo bellezza. C’è davvero un mondo da scoprire e, qui sta il bello, mica solo fashon. È prevista infatti sabato 30 aprile una iniziativa curiosa, La musica del riciclo.

Cosa proponete in questo laboratorio?

La musica del riciclo si presenta come un divertente gioco per bambini, ragazzi, adulti, di recupero dei materiali alla scoperta delle sorprendenti possibilità di produrre ritmo, suoni e musica. Il progetto è finalizzato alla sensibilizzazione sulle tematiche del riuso e del riciclo creativo, alla conoscenza diretta degli strumenti a percussione, all’apprendimento delle principali cellule ritmiche, alla realizzazione di una vera e propria orchestra di percussionisti. L’idea nasce dall’importanza di trasformare i rifiuti in risorse, dallo sperimentare le possibilità sonore dei diversi materiali allo sviluppare la fantasia attraverso un uso non convenzionale degli oggetti. Barattoli di plastica e di latta, tappi di bottiglia, stoffe, pentole, saranno i principali protagonisti. Il laboratorio sarà condotto da Ida Trezza ed accompagnato da letture a tema proposte dall’attore Giuseppe Viroli.

La musica del riciclo è organizzato dalla scuola di musica Chorus Institute Of Musical Arts di San Giorgio – spiega la referente Elena Di Dato – in collaborazione con l’Associazione ScartiAmo ed inizierà dalle ore 16.30, sotto il porticato esterno al negozio, nella centralissima Piazza della Libertà di Cesena. Possono partecipare tutti, non è richiesta la padronanza di competenze musicali, solo la voglia di divertirsi! Lo scorso settembre, Chorus è stata una delle Associazioni vincitrici del bando Con.Te.sto indetto dal Comune di Cesena, nel cui ambito progettuale è stato inserito l’evento. Ci si propone di promuovere la lettura e l’ascolto attraverso la musica e la commistione dei linguaggi, con un’attenzione particolare alle tematiche dell’uso responsabile e sostenibile dei beni, del riciclo e del riuso. Grazie al sostegno comunale, l’evento è interamente gratuito ed aperto a tutta la cittadinanza, fino ad esaurimento posti. Per partecipare, è possibile prenotarsi contattando la segreteria della scuola di musica Chorus al 389 8945390.

Perché proprio qui? Cosa c’entrano gli abiti?

D’arnòv non è solo recupero, trasformazione e rivendita di vestiti ed accessori, ma fa parte di un progetto molto più ampio che si chiama ScartiAmo, che è anche il nome della nostra Associazione – è Martina Rigoni che parla di questa bella realtà – Oltre agli abiti recuperiamo e stocchiamo scarti di vario genere, per dare loro una seconda vita: utensili per la casa, arredi, oggetti per l’infanzia, giocattoli, libri e altri materiali che finirebbero come rifiuto di vario genere. Il progetto muove i primi passi nel 2009 da un’idea di Tania e Giulia, che, spontaneamente, iniziano a raccogliere oggetti per la casa famiglia di Tania (struttura coordinata con la Comunità Papa Giovanni XXIII). Presto l’attività si amplia, iniziando a raccogliere sempre più materiale che viene  distribuito anche ad altre realtà del territorio, fino a quando il Comune di Cesena ci concede in comodato d’uso alcuni spazi del Centro Sociale “I Maceri” (via Cesenatico 5735) a Macerone di Cesena, dove apre il Mantello di San Martino, negozio gratuito aperto a tutti dove vengono raccolti abiti, stoffe, oggetti per la casa e l’infanzia, per poi essere donati. Mettendo insieme i nostri materiali di riciclo e il lavoro dell’Institute of Musical Arts nasce quindi l’idea di tentare qualcosa di totalmente nuovo e veramente creativo: realizzare strumenti musicali con gli scarti.

 

 

Come vi siete trovati e accordati con Chorus?

Con Elena ci conosciamo da prima che io iniziassi a lavorare a D’arnòv, e cioè da quando la scuola Chorus ha aperto a San Giorgio di Cesena, che è il mio paese  – racconta Martina – In seguito, ci siamo spesso trovate a partecipare agli stessi bandi e iniziative della città, e da qui è nata l’idea di collaborare. Fondamentale è stata senz’altro la passione per l’educazione che condividiamo profondamente, e da lì l’opportunità di fondere musica e sensibilizzazione alla sostenibilità.

 Avete realizzato altre iniziative d’interesse sociale?

Realizziamo iniziative a sostegno del Mantello, che è il perno sociale del progetto ScartiAmo – prosegue – sebbene si tratti sostanzialmente d’uno spazio dove chiunque può donare ciò che non gli serve più affinché qualcun altro possa averlo, è diventato punto di riferimento principalmente per le famiglie in difficoltà economica. Le donazioni che lì arrivano sono sempre generose, ma restano imprevedibili e può capitare di trovarsi a corto di quanto in quel momento è più richiesto, ad esempio gli utensili per la cucina. Da questa necessità è nata l’idea di realizzare uno ‘swap party’ in cui non si scambiano vestiti con vestiti, ma utensili da cucina per vestiti. Chi ha partecipato ha allora portato utensili da cucina che sono stati poi donati, prendendo in cambio abbigliamento rinnovato. L’incontro è stato un successo e ci ha permesso di sfruttare la visibilità del negozio per sostenere il Mantello e stimolare solidarietà sul territorio.

Chi ci lavora? Dipendenti o volontari? Volendo si può collaborare con voi?

Ciò che facciamo non sarebbe possibile senza il preziosissimo aiuto dei tanti volontari su cui contiamo, che sono di fatto gli stessi beneficiari del Mantello e di altre nostre iniziative solidali. È grazie a loro che lo spazio a Macerone è aperto due mattine a settimana, ci aiutano anche nella catalogazione delle donazioni e nella selezione degli abiti, anche per D’arnòv, recuperando vestiario, mobili e tutti gli oggetti che ci vengono donati. Come operatrici dipendenti siamo in due – continua Martina Rigoni – ci occupiamo di gestire il negozio in centro città, selezionare gli abiti, lavarli e a volte trasformarli nel nostro laboratorio di cucito, di realizzare incontri di sensibilizzazione nelle scuole e con altri gruppi di giovani su fast fashion e riciclo di abiti. Da sempre collaboriamo con enti come Caritas e associazione Grazia e Pace, gruppi scout, scuole e altri gruppi giovanili, ma siamo sempre aperti a nuove sinergie. Pensiamo che fare rete sia la chiave per realizzare servizi diversificati, innovativi e creativi, e ci piace sperimentarci anche in attività nuove per noi, proprio come sta succedendo con Chorus. Fare acquisti qui conviene perché i prezzi sono volutamente bassi, per essere accessibili a tutti, e ci sono abiti di qualità che difficilmente si trovano nelle catene a basso costo. Oltre a D’arnòv, ci teniamo a ricordare che anche il Mantello di San Martino è accessibile assolutamente a tutti, e non solo alle famiglie in difficoltà economiche, senza bisogno che nessuno acquisti più abiti nuovi, magari sintetici e prodotti in modo non etico. E il Mantello è gratuito!

 

 

Altre info su di voi: programmi, iniziative…

Per il futuro vorremmo sviluppare ancora di più la parte educativa del nostro progetto, perché siamo certi che il senso di co-responsabilità tra esseri umani verso la natura sia qualcosa da portare dentro fin da subito. Per questo – rivela in chiusura Martina Rigoni – ci stiamo attivando per creare una casa dell’ecologia integrale nella ex-scuola elementare di Villa Calabra, spazio di cui abbiamo ottenuto la gestione dalla Municipalità cesenate. Diventerà la nuova sede del Mantello di San Martino e del nostro laboratorio di cucito D’arnòvLAB, dove trasformiamo vecchi abiti e realizziamo pezzi unici sartoriali partendo rigorosamente da tessuti di scarto. Attiveremo anche incontri creativi con materiali di scarto per bambini e ragazzi, orti didattici in cui i più piccoli potranno imparare ad interagire in modo rispettoso con la natura, e sarà anche uno spazio aperto a iniziative spontanee della comunità locale. Nel frattempo…creiamo musica insieme a chi verrà sabato 30 aprile!

 

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