Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa, riapre Palazzo dei Diamanti

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Ercole de’ Roberti Dittico Bentivoglio (Giovanni II e Ginevra Bentivoglio), 1473-74 Tempera su tavola, cm 54 x 38, 1, 53,7 x 38,7 Washington, National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection

Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa: sono i nomi di questi due grandi maestri del Rinascimento a segnare l’imminente riapertura di Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Giunto al termine di un intenso intervento di restauro e riqualificazione, il Palazzo è infatti pronto per riaprire le sue porte al pubblico, a partire da sabato 18 febbraio, in concomitanza con l’inaugurazione della prima mostra del ciclo Rinascimento a Ferrara.

L’esposizione mette in mostra oltre cento opere provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo. Si tratta di un’occasione unica per scoprire l’arte dei due artisti ferraresi che si sono distinti per il loro talento a cavallo tra la fine del 1400 e la prima metà del 1500.

Talento compositivo ed espressività emotiva qualificano le opere di Ercole de’ Roberti (Ferrara c. 1450 – 1496), erede dell’Officina ferrarese che in età giovanile prese parte attiva al clima culturale di Palazzo Schifanoia.

Oltre una ventina di opere in mostra ripercorrono la carriera dell’artista dagli esordi alla maturità, fino agli ultimi anni vissuti a Ferrara come pittore di corte degli Este. Tra le prove giovanili saranno presenti gli scomparti del polittico Griffoni e i Ritratti di Giovanni II e Ginevra Bentivoglio. Le sale dedicate agli ultimi anni saranno impreziosite dal dittico che appartenne alla duchessa Eleonora d’Aragona, dalla Raccolta della manna e dall’Istituzione dell’Eucarestia – tutti provenienti dalla National Gallery di Londra – e dalla tavola con Porzia e Bruto proveniente dal Kimbell Art Museum di Forth Worth, affiancata alla Lucrezia, Bruto e Collatino della Galleria Estense di Modena.

Dopo la morte di de’ Roberti, fu proprio Lorenzo Costa (Ferrara 1460 – Mantova 1535) a raccoglierne l’eredità e a continuarne lo stile nelle opere giovanili. Tuttavia, durante un lungo soggiorno a Bologna, la sua pittura mutò in direzione di una maggiore morbidezza, di una classicità calma e distesa, immancabilmente influenzato dalla nuova “maniera” di Leonardo e Perugino.

Anche in questo caso, la mostra ripercorre la carriera dell’artista, passando dagli esordi con le Storie degli Argonauti e la Natività del Musée des Beaux-Arts di Lione, al periodo più classicheggiante e pacato con la Sacra Famiglia dal Museo di Toledo in Ohio. Il periodo mantovano è invece documentato dalla presenza della Santa Veronica del Louvre, del Ritratto di cardinale del Minneapolis Institute of Art e della Madonna e santi della chiesa di Sant’Andrea a Mantova.

Accanto alle opere dei due artisti protagonisti, la mostra espone anche opere di nobili maestri compagni di viaggio loro contemporanei: Mantegna, Cosmè Tura, Nicolò dell’Arca, Marco Zoppo costituiranno il punto di partenza, mentre Antonio da Crevalcore, Guido Mazzoni, Boccaccio Boccaccino, Francesco Francia e Perugino offriranno una sponda di dialogo lungo il percorso espositivo.

Come parte di un progetto più ampio, l’esposizione si offre come prima tappa di un’indagine che intende esplorare la vicenda storico-artistica del periodo compreso tra l’elevazione di Ferrata a ducato e il suo passaggio dalla dinastia estense al diretto controllo dello Stato Pontificio. Il progetto artistico di Rinascimento a Ferrara proseguirà infatti con altri grandi protagonisti di quella stagione: Mazzolino e Ortolano, Dosso e Garofalo, Girolamo da Carpi e Bastianino.

18 febbraio-19 giugno, Rinascimento a Ferrara. Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa, Palazzo dei Diamanti Ferrara – Info: 0532 244949, diamanti@comune.fe.it

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