La mostra di Banksy a Palazzo Pallavicini ha senso?

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Un’altra, potremmo dire l’ennesima, mostra dedicata a Bologna ad un street artist. A Palazzo Pallavicini (via San Felice 24) dal  31 marzo al 6 agosto è allestita The World of Banksy, una mostra dedicata all’artista star della arte di strada, la cui identità è ancora sconosciuta. L’organizzazione ci tiene a precisare che “come tutte le precedenti mostre dedicate all’arte di Banksy, non è autorizzata dall’artista”. E ci crediamo perchè di fatto la mostra è composta interamente da riproduzioni di suoi lavori eseguite da altri artisti.

Le opere esposte, che sono più di 90 di cui 30 murales a grandezza naturale, sono realizzate da street artist internazionali e locali che hanno riprodotto le opere di Banksy e le ambientazioni stesse dove sono comparse da un giorno all’altro: le pareti grigie dallo smog di New York, i mattoni rossi di Bristol, l’imponente muro di Betlemme.

“L’intento di The World of Banksy è quello di riportare le opere dell’artista, sparse in giro per il mondo, in un unico luogo, e salvaguardare in questo modo la street art, affinchè venga studiata e riconosciuta per il suo importante ruolo storico e messaggio sociale – dichiara Manu De Ros, curatore della mostra.  – Questa mostra sta dando frutto a dibattiti importanti, sia tra gli appassionati di questo genere di arte, sia tra chi si sta ancora avvicinando. Per sottolineare l’importanza e l’attualità dei messaggi che vengono veicolati attraverso l’espressione artistica, per la prima volta abbiamo deciso di esporre alcune riproduzioni delle opere create da Banksy in Ucraina, a Kiev e in altre città colpite dai bombardamenti. La ginnasta ucraina in abito sportivo che esegue una verticale su un edificio distrutto a Borodyanka è uno degli emblemi della guerra in corso ed è stata creata con la tecnica dello stencil per chiedere la fine del conflitto che sta dilaniando l’Ucraina”.

Ma noi ci chiediamo ha senso? Andreste a vedere una mostra di falsi di Van Gogh?

Non sarebbe stato meglio realizzare una esposizione di scatti fotografici dei suoi murales? O forse così la mostra sarebbe costata troppo in diritti di autore?

Lasciamo la street art sui muri, dove è nata, e dove conserva la sua spinta originaria quella politica e di controcultura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I biglietti sono acquistabili sul sito ufficiale della mostra theworldofbanksy.it o su www.happyticket.it  www.ticketone.it e  www.vivaticket.com

 

2 Commenti

  1. Credo che abbia senso nel momento in cui non ci può permettere di viaggiare in tutto il mondo per vedere le opere di Street Art, spesso sparse in luoghi difficili da raggiungere (anche economicamente)
    E sullo stesso ragionamento preferirei vedere una fedele riproduzione di un Van Gogh piuttosto che delle fotografie. Ci sono bravissimi artisti che di mestiere fanno proprio riproduzioni fedeli per i musei, e sono convinto che spesso anche in questi luoghi ci propinino delle copie senza neanche farcelo sapere.
    Concludo dicendo che forse è più onesta questa mostra di tante altre dove c’è un’unica opera che fa da specchietto per le allodole e poi tutto il resto esposto a mero riempimento per cercare di giustificare prezzi altissimi di ingresso.

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