Un giorno alla Bologna Children’s Book Fair

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A Bologna ogni anno migliaia di persone si incontrano alla Bologna Children’s Book Fair, la fiera del libro illustrato per bambini e ragazzi.

Sono perlopiù eccentriche, colorate, sorridenti.

Qualcuno trasporta pesanti cartelle piene di disegni, la maggior parte ormai solo un tablet o un pc.

Sono autori e illustratori in cerca di editore, editori in cerca di talenti, educatori attenti, appassionati, ospiti, aspiranti autori e tanti altri che da tutto il mondo hanno a che fare con questa forma di linguaggio.

Ma, oltre a questa variopinta umanità, di cose da vedere in questa edizione della Children’s Book Fair ce n’erano tante.

Ad esempio quest’anno, per l’anniversario di Italo Calvino (cento anni dalla nascita dello scrittore) è stato indetto un concorso aperto a illustratori di tutto il mondo. Le opere vincitrici sono state raccolte nella mostra Eccellenze Italiane. Figure per Italo Calvino che, dopo essere stata a Bologna, compirà un lungo tour internazionale. Tra le immagini in mostra c’erano molti Baroni Rampanti, qualche Cavaliere Inesistente e Barone Dimezzato e diverse immagini dalle Fiabe Italiane e dagli altri libri di racconti.

È bello vedere stili e interpretazioni tanto diverse ramificarsi dalle parole di uno stesso autore. Ci ricorda che la parola è sì evocativa e creatrice, ma quello che crea non dipende solo da chi la scrive, ma anche da chi la legge.

 

 

Oltre alla mostra su Calvino, era presente quella sull’identità della Bologna Children’s Book Fair stessa, realizzata in occasione del sessantesimo anniversario (1963-2023).

Anche questa partiva da un concorso, anzi, era più una sfida: si può creare la stessa immagine 20 volte in modo che sia sempre diversa? Anche usando gli stessi quattro colori? Sembra una di quelle richieste che vengono lanciate sempre più spesso alle intelligenze artificiali, creatrici di immagini a ripetizione. Ma, in questo caso era qualcosa di più di un semplice gioco di ripetizione e colore: una questione di interpretazione e di lettura della realtà.

Così venti autori hanno disegnato la realtà della Children’s Book Fair, vista da loro, tra vedute della città di Bologna, mappe, illustratori con zaino in spalla e pareti piene di biglietti da visita, rispondendo in modo affermativo alla domanda iniziale.

I dietro le quinte del lavoro degli illustratori sono stati oggetto anch’essi di una mostra: quella per celebrare i vent’anni dell’ARS IN FABULA Grant Award, un concorso che premia con una borsa di studio per un Master all’Accademia di Macerata. Ad essere esposte erano tavole dei lavori di tesi compiuti dagli illustratori nel corso del master, nel quale, in collaborazione con alcune case editrici, hanno preparato un prodotto editoriale.

 

 

A presentarci la mostra è stata Veronica Ruffato, vincitrice dell’edizione 2016, e illustratrice tanto acclamata quanto umile. Le sue tavole in esposizione provengono dal lavoro su Il brutto anatroccolo, pubblicato con l’editore Zoolibri, e sono incredibilmente piene di oggetti impilati uno sull’altro in modi vertiginosi e animali di tutte le forme e i colori.

Infine, nella giornata di martedì 7 marzo, c’è stata l’inaugurazione della mostra Formidabile. Rébecca Dautremer e il viaggio di Jacominus, presso Alchemilla, che resterà visitabile fino al 30 marzo.

La mostra racconta le tappe di sviluppo dei quattro libri (uno ancora in fieri) sul coniglio Jacominus Gainsborough, scritti e illustrati dalla Dautremer.

Sono presenti bozzetti a matita e tavole a colori che mostrano il metodo di lavoro dell’autrice. L’inaugurazione è stata illuminata dalla presenza di Rébecca Dautremer, vero e proprio astro del panorama artistico editoriale.

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Sono un artista, autore, atleta, attento a cogliere tutte le occasioni che la vita mi offre. Viaggio, scopro, racconto e intanto guardo e imparo. Nella mia formazione ci sono rami che sembrano lontani, geograficamente e concettualmente, ma che in me trovano un nodo: dalla laurea in Chimica a Torino, fino a Roma al diploma in Multimediale all’Officina Pasolini. Ho la passione del linguaggio scritto, che sia in musica, teatro o in un fumetto. Per questo scrivo e mi cimento in tutto e da scienziato cerco sempre il fatto.