I vincitori del Bellaria Film Festival

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La timidezza delle chiome Bellaria Film Festival

Particolarmente ricca è stata quest’anno la cerimonia di premiazione del Bellaria Film Festival, che ha visto come protagoniste numerose e innovative produzioni cinematografiche italiane degne di nota.

Questa edizione ha segnato il ritorno dello storico Premio Casa Rossa, tornato dalla precedente edizione dopo un’assenza di vent’anni. Il premio Casa Rossa, assegnato da una giuria di 20 giovani studenti di cinema, vede per la prima volta vincitrice una regista donna: si tratta di Valentina Bertani per il film La timidezza delle chiome. Il premio ambisce a fare luce su una nuova generazione di autrici e autori, resi in grado di esternare il proprio talento anche grazie a rinnovate pratiche produttive. Accanto al premio Miglio Film, non è mancato il Premio Casa Rossa per la migliore attrice dell’anno, attribuito a Linda Caridi.

Tre i premiati invece per il concorso Gabbiano, dedicato ai nuovi rappresentanti del cinema indipendente. Il primo al Miglior Film – assegnato da una giuria composta dal regista Michelangelo Frammartino, dall’attrice Maria Roveran e dal direttore del Lago Film Festival Alessandro Del Re – è stato assegnato all’opera Animal di Riccardo Giacconi. Il secondo, al “Miglior film per l’innovazione cinematografica”, è stato assegnato al film Roger… Arriva il Presidente! di Marco Chiarini. Infine, il terzo, il Premio MyMovies, assegnato dal pubblico online ai film della sezione Gabbiano, è andato a Lala di Ludovica Fales. Tutti i film della Sezione Gabbiano restano ancora disponibili sulla piattaforma MyMovies ONE fino a domenica 21 maggio.

Inoltre, non è mancata neanche quest’anno l’assegnazione del premio Oxilia10, dato in collaborazione con il cinema Beltrade di Milano: i vincitori sono Perduto Paradiso in due rulli di Luca Ferri, Morgan Menegazzo e Mariachiara Pernisa e a Fuoritempo di Matilde Ramini.

Infine, la giuria ha poi assegnato una menzione speciale al film In tutte le ore e nessuna di Davide Minotti e Valeria Miracapillo: “Il cinema di found footage trova qui una nuova forma espressiva. Gli autori di questo film apolide, guidati dai versi di una delle più importanti autrici turche del presente, svincolano le immagini di repertorio dal legame con il passato e le proiettano nel futuro attraverso una originale concezione creativa, libera, stratificata e iconoclasta dell’immagine e della narrazione.”