TORNA COMEDIVENTI. LE TRAIETTORIE DEL SUONO CONTEMPORANEO AL DIAGONAL LOFT CLUB DI FORLI’

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L’orecchio lo si allena, il gusto lo si costruisce, l’esperienza la si sceglie. Questo il mantra che questo festival recita sottovoce da anni, anni sempre uguali e sempre diversi, e che crediamo di conoscere bene per il solo fatto di abitarli. Il suono in cui viviamo ci influenza più di quanto crediamo, ed immaginare di costruirne uno tutto a nostra misura è un atto talmente pretenzioso da risultare affascinante.

Apre l’edizione di quest’anno, il 6 dicembre alle 22, il duo italiano composto da LAURA AGNUSDEI e DANIELE FABRIS, musicis8 e producer italiani che si sono conosciu8 nei Paesi Bassi, presso l’Istituto di Sonologia dell’Aia. Il progetto che portano avanti (senza nome, se non quello dei musicisti in campo) si concentra sull’esplorazione delle interconnessioni tra la musica strumentale acustica e il sound design. Come duo combinano il background classico/jazzistico del sassofono di Laura (già nella stage band di Lazarus, il musical di David Bowie portato in scena da Walter Malosti con protagonista Manuel Agnelli) e la libera improvvisazione sintetica e sequenziata che l’esperienza di Daniele propone dal vivo attraverso la programmazione e l’uso creativo di software generativi. Il loro approccio è fatto di continue ri-contestualizzazioni delle sorgenti sonore, in tempo reale. Un live set diverso di volta in volta perché frutto della mai risolta relazione tra suono concreto e suono reale. Un fiume sonoro che (con classe e perizia) esplora il vuoto e il pieno, il tanto e il poco, l’ottone e il silicio. Riflessi è un EP di 4 tracce è frutto della collaborazione tra i due. Combinando il potere emotivo della melodia con paesaggi sonori che evocano la musica ambient più sperimentale, questi brani trovano un equilibrio tra gesti e astrazione, densità e rarefazione, rumore e lirismo. Il titolo Riflessi sottolinea la qualità collaborativa di questo lavoro: da un lato si pone come metafora visiva delle molteplici trasformazioni del suono acustico e dall’altro ne descrive il lato più intera[vo e muscolare di musica che trova le sue origini in una pra8ca di live elettronica.

Il 13 dicembre, sempre alle 22, il suono si sposta su una latitudine avant-jazz con SYNTAX QUARTET. Giovani promesse della musica improvvisata, i quattro arrivano dall’Emilia al palco del club di Viale Salinatore attraverso il progetto EncodER della Regione Emilia-Romagna promosso dal Centro Musica di Modena. Quando la ricerca sonora sposa l’azzardo e mantiene l’autoironia accadono cose interessanti. L’interplay del rodato quartetto (già con esperienze all’estero) è garanzia della tenuta del concerto, così come l’indole esplorativa in fatto di timbrica promette aperture in territori sonici inauditi. La vena romantica, l’azzardo dissonante, il disegno armonico e la dinamica di esecuzione sono tra gli ingredienti dei quali Syntax Quartet dispone. La band è composta da Michele Zanasi alla chitarra elettrica, Lorenzo Cucco al sax tenore, Frank Masetti, basso elettrico e Francesco Mascolo, batteria. Apre e chiude il live Piero Merola con il suo dj set.

Sabato 16 dicembre, sempre dalle 22, spazio alle selezioni mixate con il back to back di ZEEMO e BANGUTOT. Un “act” a quattro mani (l’equivalente di un live per il mondo della club culture) condensato in un’ora e mezza di pura esperienza sonica e di ricerca . Il primo, Luca “Grido” Gridelli aka Zeemo, è probabilmente il miglior dj underground della zona. Cresciuto nelle serate jungle e d’n’b di club storici come Maffia e Link, è finito a suonare in situazioni di culto quali il Saturnalia Festival al Macao di Milano. Si mantiene tuttavia lontano dai riflettori perché costantemente impegnato ad esplorare le scene e le tendenze elettroniche contemporanee più interessanti. Il secondo presta le proprie selezioni nelle situazioni di clubbing maggiormente riconosciute tra Ravenna, Bologna e Milano. E’ tra i fondatori e resident djs di Club Adriatico ed ha suonato in eventi di importanti brand quali Diesel. Una selezione ricercata, imprevedibile ed inarrestabile che frantuma l’oramai obsoleto confine che separa live e djset.

Chiude l’edizione di quest’anno il live di TECHNOIR domenica 17 dicembre alle ore 21, evento prodotto in collaborazione con l’associazione Yepp di Forlì. Il duo greco-nigeriano, e in passato già ospite sul palco del Diagonal Loft Club in occasione del lancio del primo album, è formato da Alexandros Finizio e Jennifer Villa. La loro indagine, che musicalmente incrocia la distopia post-millennio con basse frequenze e ritmiche cadenzate, è dichiarata nel nome del progetto – Technoir – termine al quale ci si riferisce per indicare esperienze cinematiche quali Blade Runner, per citare la più nota. Un’esperienza live che ripropone le istanze del sound di Bristol quale paradigma per narrare acusticamente il suono meticcio nel quale siamo immersi: post-rock, elettronica, jazz e tocchi di pop psichedelico in chiave downtempo. Il duo ha collaborato con Stuart Zender (Jamiroquai) e Cristiano Crisci (Clap!Clap!) registrando il brano “More Than You Can See” ( AliNazione, 2019). I TECHNOIR hanno esplorato gli angoli più oscuri dell’elettronica soul con il loro album del 2020 “Never Trust the Algorithm”, incluso nella Top 10 degli album di Billboard Italia 2020. Nel nuovo album “Aftermath” uscito a fine ottobre proseguono la loro esplorazione sonora guardando al suono di Bristol degli anni ’90. L’apertura della serata è affidata alla selezione musicale di Nicolò Matteucci di Archivio 180, negozio di musica e dischi con una spiccata propensione all’aggregazione sociale. Nic è titolare dello shop di Forlì (il primo è stato aperto a Bologna nel 2014) dove nel weekend sono spesso organizzati eventi in-store e djset.

Gli incontri, realizzati tutti presso il Diagonal Loft Club in viale Salinatore 101 a Forlì, sono a ingresso libero fino a esaurimento di posti. Non è prevista la prenotazione. COMEDIVENTI è un progetto ideato da Diagonal Loft Club e Archimedia, con il supporto di Yepp Forlì ed il sostegno del Comune di Forlì, Assessorato alla Cultura.