tagliatelle agli stridoliProprio in centro, a due passi da piazza Cavour, c’è una piccolissima ma sfiziosa osteria. Nascosta, nel cuore di Forlì. Ci sta da 13 anni, quando Giuliana Beneventi, decise di utilizzare le due stanze adiacenti l’alimentari di famiglia. L’alimentari Pondi, dal cognome della mamma, stava già lì da quarant’anni, e in quelle due stanzette per vent’anni ci hanno macellato la carne che vendevano al negozio. Fino a 40 maiali la settimana. Poi, per ragioni di igiene, dal centro i fratelli di Giuliana si sono dovuti spostare a macellare fuori dalle mura della città. Ma la carne buona, alla Giuliana, gliela danno ancora.

Tra gli otto tavoli, 35, 40 persone massimo, le esposizioni di giovani artisti appese ai muri e un bell’affresco di San Mercuriale in fondo alla prima stanza, che non si sa perché stia lì, ma di sicuro è vecchio un bel po’, vi accoglie il compagno di Giuliana, Andrea Bolognesi. Passa la serata a mandare via i tanti che non hanno prenotato, ma che vorrebbero gustare le prelibatezze di casa, poi a spiegare il menù ai fortunati che riescono a sedersi: tutte ricette in cui trionfano le verdure provenienti dal vicino mercato, e partorite dalla fantasia di Ermanna e Lorena, capostipiti dello staff culinario, e delle attuali cuoche.

In primavera, sono ottime le tagliatelle con gli striduli o con i rosolacci, a seconda di quello che han trovato al mercato. Si fanno soffriggere i pomodorini tagliati a metà con della cipolla trita, un po’ di sale e pepe, si bagna di vino bianco, si aggiungono gli striduli o i rosolacci e poi si buttano nell’acqua le tagliatelle tirate a mano col mattarello. Quattro minuti e sono cotte, e allora si fanno saltare col sughetto e si impiatta con un bel trito di striduli o rosolacci fini fini fini a farne venire fuori tutto il profumino. Un buon bicchiere di sangiovese di Celli di Bertinoro, lo sfuso della casa, e poi vai di straccetti di fegato di maiale. Li tirano in padella in un trito di scalogno e di erbe aromatiche, salvia, origano, timo e maggiorana. Cinque minuti e sono pronti. Un filo di aceto balsamico, un altro minuto sul fuoco, e poi vanno a morire in tavola su una bella insalatina, che arriva anche quella del mercato.

Andateci, ma non subito che il primo di giugno chiudono e riaprono solo al 15 di settembre. Aspettate, sennò trovate chiuso, che spazio fuori non ne hanno. Passate l’estate ai monti o al mare e poi, per ricominciare a mangiare, pregate che faccia presto autunno.

 

Osteria Nascosta, Forlì, via De Amicis 1. Info: 347 4048746

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