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Bikini a pannelli fotovoltaici

Al primo caso non c’è molto da aggiungere: è ormai diffuso che il privato installi piccole quantità di pannelli per risparmiare qualche euro in bolletta, mentre è sugli altri due che ci si dovrebbe concentrare. Da tempo le normative stanno cercando di moderare la tendenza a costruire campi fotovoltaici a terra su appezzamenti agricoli. Al di là delle considerazioni tecniche, risulta impossibile non notare come le nostre campagne inizino ad essere costellate di tali impianti. Esiste dunque anche un lato oscuro di questa tecnica sostenibile che, se da una parte garantisce la produzione di energia da una delle fonti rinnovabili più diffuse e di facile accesso, dall’altra è causa del negativo impatto ambientale-estetico che queste nuove colture hanno sul territorio.

Anticipando il decreto nazionale, la nostra Regione aveva già reso operative alcune norme che in qualche modo disincentivavanol’installazione di pannelli su grandi superfici agricole, imponendo così un limite sia all’impatto visivo sia ai danni che simili espedienti potevano arrecare anche al sistema locale. Un’alternativa valida è la possibilità di cercare superfici utilizzabili non a terra, ma sulle coperture dei grandi stabilimenti industriali.

Il IV Conto Energia mantiene gli incentivi riguardo la produzione energetica da sistema fotovoltaico e conferma anche la quota aggiuntiva (5 € cent/kWh prodotto), che premia la creazione di impianti congiunti alla rimozione di coperture in eternit. Ad oggi questa quota è costante, diversamente dall’incentivo base che è programmato per essere notevolmente ridotto entro pochi anni. Tra le poche aziende che si rivolgono unicamente al settore industriale si deve rilevare come alcune realtà siano ben radicate nelle nostre zone. Questo mercato è destinato, per ora, alla ricerca di coperture di 7/8000 mq da lavorare, ma a breve, con l’ulteriore calo dei costi di produzione, diventeranno molto appetibili anche per le superfici inferiori. Si prospettano due soluzioni: l’investimento diretto o la cessione del diritto di superficie, che si differenziano per il fatto che il proprietario del manufatto possa investire direttamente sul progetto, oppure concedere la disponibilità a terzi dell’utilizzo del proprio tetto per circa 25 anni, dietro ricompensa e ricevendo in cambio anche la manutenzione dello stesso. Questo trend ha portato l’Italia ad essere accostata alla Germania come esempio di nazione che, a livello europeo, ha la maggior produzione di questo tipo di energia. Dunque l’industria porge la mano, permettendo la generazione o ancor meglio l’auto-consumo energetico direttamente in loco e salvaguardando l’affascinante paesaggio agricolo del nostro paese.

NICOLA MONTINI

Foto: il solar bikini ultima novità in fatto di fotovoltaico unisce sostenibilità e buon gusto estetico…

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