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«Qualcuno poteva forse pensare che, col trascorrere degli anni, il fenomeno Antonio Rezza-Flavia Mastrella fosse destinato a trovare un po’ di pace, se non il senso della ragione; e invece questa ragione ha sviluppato i suoi artigli fino a raggiungere la follia pura, ma elaborando il pensiero con un’acutezza così forsennatamente logica da fare a pezzi la sedicente realtà, assunta e cavalcata con criteri rigorosamente matematici». A scrivere questo lusinghiero commento è Franco Quadri, il più autorevole e spigoloso critico (o meglio “agitatore”) teatrale di fine Novecento.

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Per i non addetti ai lavori: prendete gli intelligentissimi nonsense di Alessandro Bergonzoni, aggiungete un chilo di cattiveria, due di delirio ipercinetico e tre di ghigni e irrisioni e avrete Antonio Rezza. Il geniale e allucinato trickster novarese introduce Fratto_X con due domande: «Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce? Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda?». La scultrice Flavia Mastrella, sua compagna di vita e di arte, ne ha concepito lo spazio scenico (o “habitat”, come preferisce chiamarlo): «Una distesa di pelle calda organizza figure antropomorfe, sommerse dalla carne e dalla carnalità, vittime disponibili alla persuasione di massa. L’inutilità permea e comprime i personaggi che si affacciano da un divieto X». Forse non chiarissimo, ma certamente intrigante. Siate curiosi, fatevi avanti.

MICHELE PASCARELLA

23 marzo, Ravenna, Teatro Rasi. Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Fratto_X. Info: ravennavisoinaria.com

 

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