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The Double  girato da Richard Ayoade

Quanto possono essere attuali romanzi e racconti risalenti a più di cento anni fa? Ancora molto, a giudicare dal successo che continuano ad avere quelli dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij. La sua vita, tormentata sotto molteplici punti di vista, ha sempre trovato il modo di riflettersi nelle sue opere e la tragicità narrata appassiona i lettori di oggi come quelli di ieri. Dostoevskij risulta una ricca fucina di spunti per i registi cinematografici e solo all’anno scorso risalgono due film ispirati ai suoi romanzi: The Double, girato da Richard Ayoade, e Norte, the End of History, girato da Lav Diaz.

Diaz è noto per i frequenti riferimenti allo scrittore russo nei suoi film, iniziati nel 1998 con The Criminal of Barrio Concepcion e arrivati, passando attraverso altre otto pellicole, fino al lungometraggio del 2013. Diaz è dunque stato l’ultimo, ma non di certo il primo ad attingere a quegli scritti ricchi di autobiografismo che coniugano perfettamente il realismo che contraddistingue le opere di Dostoevskij con le sue esperienze di vita.

Dostoevskij scrive decine e decine fra racconti e romanzi e la filmografia, sia cinematografica che televisiva, basata su tale produzione è vasta; e come poteva non esserlo considerando che l’autore, insieme al collega Lev Tolstoij, è uno dei più grandi scrittori russi a livello mondiale?

Le pratiche vincenti nel mondo dei film sono varie: talvolta si punta su di un cast stellare, altre volte su storie incredibili, altre ancora su romanzi che, sopravvissuti per decenni, sono classici ormai intramontabili. Accade così che libri quali L’idiota, I fratelli Karamazov e Delitto e Castigo ispirino vari registi dando vita a molteplici rappresentazioni del principe Myskin, dei fratelli Ivàn e Aleksej e dello studente Rodion Romanovič Raskol’nikov.

Fin dagli anni Dieci del Novecento la produzione letteraria dostoevskijana è un pozzo di idee per registi internazionali (il primo fu Vasili Goncharov nel 1909 con l’adattamento di Delitto e Castigo) e il biografismo contenuto nelle opere appare chiaro: epilessia, indigenza finanziaria, esilio, orfani e madri ammalate prematuramente costellano i tre capolavori sopracitati, ma non solo.

Gli anni d’oro sono produttivi e al 1866 risale non solo Delitto e Castigo, ma anche Il giocatore, dettato a colei che diventerà la sua seconda moglie. La roulette diventa la protagonista del romanzo in cui vengono analizzati tutti i tipi di gioco e di giocatori e habitué, per fornire una caratterizzazione esaustiva di chi frequenta i casinò. Si tratta di una caratterizzazione che persiste ancora oggi, che ritroviamo in chi gioca su internet alla roulette live con veri croupiers, e che chi ha letto Il giocatore ha ben presente: cambiano insomma le tecnologie, ma il giocatore è sempre lo stesso. Ed anche Dostoevskij narra in effetti ciò che conosce bene, essendo esperto di roulette perché avvicinatosi al gioco dopo la morte della moglie Maria. Questa storia ha affascinato molteplici generazioni, dando vita a un film nel 1958, a una miniserie nel 1965 e al celebre The Gambler nel 1974.

Anche il romanzo giovanile Le notti bianche vanta un’ampia filmografia; il protagonista sognatore ha ispirato perfino il nostro Luchino Visconti, grazie alla pellicola girata nel 1956

con Marcello Mastroianni ha vinto un Leone d’argento e tre Nastri d’argento.

notti bianche

Una cospicua parte dei registi illuminati dallo scrittore russo sono italiani: oltre a Visconti si contano il pioniere nostrano Eugenio Perego che, già nel 1920, riadatta L’idiota, romanzo che ispira anche la miniserie diretta da Giacomo Vaccari nel 1959; seguono Giacomo Gentilomo nel ’47 con I fratelli Karamazov, capolavoro che sta anche alla base dello sceneggiato televisivo del 1969 diretto da Sandro Bolchi; poi due miniserie, la prima del 1965 incentrata su Il giocatore con regista Edmo Fenoglio e la seconda diretta ancora una volta da Bolchi nel 1971, I demoni. Chiudono l’elenco made in Italy Bernardo Bertolucci con Il sosia girato nel 1968 e il recente film biografico I demoni, realizzato nel 2008 da Giuliano Montaldo.

Connubio fra l’estro russo e il genio italiano appare produttivo e longevo e non v’è dubbio che il prossimo film d’ispirazione dostoevskijana non tarderà ad arrivare sui nostri schermi o nei nostri cinema.

 

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