Murat Palta, Kill Bill

 

Murat Palta, Kill Bill
Murat Palta, Kill Bill

Si intitola “Passaggio a sud-est. Un ponte verso Oriente”, il progetto con cui l’ex convento delle Cappuccine di Bagnacavallo dà il proprio contributo alla candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura per il 2019. Un progetto espositivo che si configura come un viaggio che da Ravenna ci porta a Istanbul, attraversando i Balcani, per raccontare quello straordinario crocevia di mondi e culture che è stato ed è ancora oggi il passaggio sul Bosforo. Tre sezioni espositive autonome che riuniscono e mettono a confronto il lavoro e la ricerca di tre artisti, espressione di generazioni e di culture differenti.

Sul filo del rasoio tra ironia e provocazione sono i cult movies rivisitati dal giovane artista turco Murat Palta, stampe dagli originali in digitale raccolte in una mostra dal titolo “Cult Hollywood movies as ottoman miniatures” a cura di Diego Galizzi e Fabrizio Lollini con la collaborazione di Giacomo Manzoli. Classe 1990, il giovanissimo Palta si diverte a confondere la storia con il presente, mescolando sacro e profano in un piccolo cortocircuito tra cultura “alta” e cultura “bassa”, provocato adattando scene tratte dai capolavori hollywoodiani alle miniature prodotte dai principali autori della cultura classica ottomana. E così, Beatrix Kiddo (Kill Bill) diventa una delle celebri danzatrici ritratte dal pittore e miniatore turco Levni, artista di corte del sultano Ahmed III (1703-30), mentre Obi Wan Kenobi e il Gran Maestro Yoda nell’immaginario di Palta diventano dei profeti al seguito di Maometto, circondati delle aureole fiammeggianti tipiche della tradizione iconografica islamica. E ancora Marlon Brando da Padrino si trasforma in sultano, in una rivisitazione de “L’offerta dei doni a Solimano” miniata dal maestro Ali Amir Beg Shirwani nell’edizione del Süleymanname del 1558. Un’operazione di remake culturale dei classici contemporanei in chiave passatista che coinvolge, tra gli altri, anche Terminator, Matrix, Arancia Meccanica e Shining.

Una delle sculture di Kiril Cholakov  in mostra
Una delle sculture di Kiril Cholakov in mostra

Delicato ed emozionante è il viaggio nella memoria che sottende al “Diario Minimo Balcanico” di Kiril Cholakov, artista bulgaro, ma riminese di adozione, impegnato in un progetto sempre a cura di Diego Galizzi con la collaborazione di Emanuela De Cecco e Ilina Koralova. Kiril Cholakov ci accompagna in un mondo intimo e rarefatto, intessuto di ricordi e sensazioni che affiorano dal passato e si materializzano sulle pareti in forme ibride e oniriche, quasi impalpabili nonostante la loro forza espressiva. Opere su carta, fotografie e installazioni si fondono in un ensemble unico, bello e dal forte impatto suggestivo, strumenti con cui l’artista ci racconta di un’amicizia surreale, quella tra un uomo e una cicogna, una piccola favola moderna dal finale tragico e inaspettato.

Al compianto artista originario di Sant’Alberto, Giuseppe Maestri (1929 – 2009), è invece dedicata una nuova sezione espositiva permanente del museo, che ospita il suo ciclo di incisioni dedicata alla “Ravenna sognata”, alchimie cromatiche che raccontano di una città in cui Occidente e Oriente si incontrano e dialogano da più di mille anni.

LEONARDO REGANO

 

Fino al 23 novembre, Bagnacallo Passaggio a sud-est. Un ponte verso Oriente, Museo Civico delle Cappuccine, via Vittorio Veneto 1/a, info: 0545 280911, museocivicobagnacavallo.i. Ingresso gratuito

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.