Il 17 ottobre 2013, esattamente un anno prima della sua proclamazione a capitale della cultura, sono stata a Matera per il congresso dei Festival italiani. In quell’occasione il Comitato di Matera 2019, in collaborazione con  Festival of Festival, propose una rassegna cinematografica di tutto rispetto con ospite d’onore Gianni Morandi in veste di attore per il film Padroni di Casa. Girata da Edoardo Gabriellini (il protagonista di Ovosodo), questa tragi-commedia narra la storia di due fratelli piastrellisti, Cosimo ed Elia, che si muovono da Roma verso un paesino dell’Appennino Tosco-Emiliano per ristrutturare la villa di un noto cantante del posto (Gianni Morandi). La piccola comunità accoglie subito i due fratelli con grande diffidenza e, man mano che la storia prosegue, le differenze tra i nuovi arrivati e gli abitanti del luogo si acuiscono fino ad arrivare allo scontro e alle umiliazioni.

Il film inoltre parla di rimpianti e  della carriera di un uomo di sessantanni finita in frantumi a causa della malattia della moglie disabile; dei suoi tentativi di ritrovare l’entusiasmo e la gioia di vivere nella mondanità della vita pubblica, sostenendo la promozione turistica del piccolo paese.

Quello che ci mostra fin da subito il regista è il famoso lato oscuro della tanto celebrata vita lontana dalle metropoli, dove ci si conosce tutti, e ci si disprezza da vicino con affetto e commiserazione, dove si riscopre il senso di identità culturale anche grazie alla presenza di un estraneo da mettere alla mercè della pubblica gogna.

 

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Gianni Morandi  capitale della cultura 2019.

In Emilia Romagna siamo tutti partigiani, beviamo il sangiovese, e lavoriamo da Marcegaglia.

In Emilia Romagna ci sono circa 36.000 collaboratori di giustizia accumulati dalla fascistissima “Confino” fino alla nostra signora del Mei e delle selezioni di Emergenza Rock. La musica dalle nostre parti, vive anche delle insurrezioni in solitaria di questo “ragazzo” nato a Monghidoro, con il cuore nel pugilato e le velleità nel Festival di San Remo.

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“adesso trema/ trema/ trema/ trema ma non/ per paura

e a volte lui si mette in guardia e ride come fosse allora

eppure sembra di vederlo ancora spavaldo e poi spietato davanti all’avversario e solo con lo sguardo metterlo al tappeto.

quando vedo sopra un muro la parola pace

o quando vado a correre ogni sabato alle sei

mi ritorna in mente quella faccia e quella voce

mi ritorna in mente cassius clay”

 

Le canzoni di Gianni Morandi potrebbero essere tranquillamente associate a quelle di Kanye West ma con un pizzico in più di Christian rap. Tuttavia i suoi testi riflettono una fede spirituale atipica, ci sono parecchi esempi di auto-celebrazioni da comizio e possono contenere battute pungenti fino al limitare della blasfemia.

Gianni Morandi è presidente onorario del Bologna calcio e come il nostro presidente  del consiglio è un fenomeno mediatico che usa facebook e “tweetter” senza parsimonia , e a settantanni partecipa pure alle maratone di ultima generazione (come la 21 km Run Tune Up nella quale si è classificato tra i primi mille, davanti al mio amico trentenne Matteo Brucoli).

 

 

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Parla di amori che si consumano e lasciano solo fumo negli occhi (Ma perchè la ti illudi di sognar/ tutto finisce/ e morrà/ ) e si pone domande del tipo ” ma io dopo 600 canzoni pubblicate, devo ancora continuare ad incidere? ”

 

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Gianni è un vanesio e si risponde da solo dopo qualche giorno sempre via social: dice ” Guardo la mia faccia e vedo i segni del tempo che passa, ogni giorno c’è una ruga in più… ma mi sento molto fortunato, ho ancora tante cose da fare, tante da vedere e poi mi accorgo che ho ancora tante cose da imparare.”

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un’emozione.

L’uomo, padrone di sè pone fine a un dolore con la stessa facilità con la quale improvvisa una gioia.
Amare sé stessi è l’inizio di un idillio che dura una vita.

Oscar Wilde

Lo stesso modo di utilizzare i social network per comporre la propria antolologia, (il facebook di Gianni Morandi è a tutti gli effetti come un’operazione commerciale diretta da un ufficio stampa) viene utilizzato da centinaia di personaggi famosi, dalle soubrettes ai presidenti del consiglio, passando per Morrissey che ha il cancro, l’iphone che si piega e le autocommiserazioni da #iostoconravenna2019. E’ un gioco sottile di dichiarazioni studiate e mirate, atte a venderci un prodotto che infondo a nessuno interessa di comprare. L’esposizione mediatica può essere un pò come quelle mutande a vita alta ma che scendono morbide sui fianchi e lasciano le parti basse scoperte.

Si può essere presi in ostaggio e minacciati dalla propria immagine come in Black Mirror (nella prima puntata la principessa dell’Inghilterra viene rapita da dei terroristi che diffondono le loro richieste di riscatto attraverso il web: Il primo ministro inglese deve avere un rapporto sessuale completo con un maiale davanti alle telecamere di tutto il mondo se vuole salvarle la vita).

Messi in scacco, alla prova dei fatti, quanto saremmo disposti a pagare, svendendo pezzi di noi stessi, per l’approvazione dell’opinione pubblica?

Quanto vale in termini economici la nostra opinione?

E ancora: per quale ragione una città  è migliore dell’altra per diventare Capitale della Cultura? Perché “ha l’immagine” di produrre meglio di altre delle attività culturali? Perché i suoi cittadini “sono sembrati” a livello mediatico più coinvolti?

La vittoria di Matera a Capitale 2019 servirà realmente a migliorare le condizioni economiche e culturali di una città che cade fisicamente a pezzi ? Sapranno produrre meccanismi positivi di sapere, moltiplicatori di discorsi, indurre un piacere più alto?

Ogni tentativo di migliorare le nostre condizioni è destinato all’insuccesso se contemporaneamente non modifichiamo all’interno della società in cui viviamo, quelle tendenze che hanno prodotto le nostre attuali condizioni.

Certo è che nei casi passati l’operazione ha sempre generato un grande indotto turistico. 11 % in media di turisti in più all’anno.

In genere il sostegno della Ue è pari solo al 4% degli investimenti totali che nelle precedenti edizioni ammontavano complessivamente in media a 60 milioni di euro con finanziamenti in prevalenza nazionali (34%), locali (34%) e privati (14%).

Però, da quest’anno il premio verrà assegnato solo se gli obiettivi saranno raggiunti. Questo è un primo passo. Speriamo che Matera ne sia all’altezza.

 

 

 

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