Michele Sinisi, Riccardo III - foto © Filippo Galentino
Michele Sinisi, Riccardo III - foto © Filippo Galentino
Michele Sinisi, Riccardo III – foto © Filippo Galentino

 

Il testo di Shakespeare si apre con un monologo di Riccardo che vale la bellezza dell’intera opera e che condensa tutta la vicenda. La narrazione che ne segue apre all’aspetto più profondo, all’animo del personaggio e di chi gli sta intorno, degli altri personaggi e ahimè di noi. Riccardo annuncia cosa farà, il perché, e con la sua “teatrale” deformità, alimenta in segreto il desiderio di conoscerlo.

Il posticcio e la finzione, l’artificio che induce a credere, in questo personaggio sembrano trovare una delle occasioni più emblematiche e la magia del teatro diventa una grande bugia.

Il lavoro è costruito sul monologo inziale di Riccardo in inglese e su cosa serve per realizzare i personaggi, per farli vivere agli occhi dello spettatore.

Lui diventa cattivo perché la vita gli ha tolto tanto. La cattiveria con cui invade la storia non è comodamente assoluta ma è generata dalla vita vissuta sotto il cielo, con le aspettative che questa tradisce, i sogni che non ci permette di realizzare. Le sottrazioni dell’animo di Riccardo si somatizzano e le ferite mostrano una diversa evoluzione della bellezza.

C’è una forte nostalgia in quell’inizio perché niente è più doloroso della coscienza di ciò che non sarà più. Lo spettacolo non racconta una storia, la fa vedere e il testo ha un ruolo musicale, da sentire più volte fino a comprenderlo sulla scena più di quanto il foglio non possa fare.

Michele Sinisi

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Leggete qui la nostra recensione, scritta in occasione del debutto dello spettacolo. Dice tutto ciò che va detto. E di più.

MICHELE PASCARELLA

 

dal 4 al 23 novembre, Teatro dell’Orologio – Roma, via dei Filippini 17a – dal lunedì al sabato ore 21.15, domenica ore 17.45 – Info: 06.6875550, teatrodell’orologio.it

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