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Al racconto di Andrea Scanzi (già narratore di un altro grande cantautore in “Gaber se fosse Gaber”), che ripercorre gli snodi del percorso artistico di De André, si alternano le interpretazioni di Giulio Casale, capace di personalizzare con rispetto ed eclettismo il repertorio di Faber. Un dialogo di novanta minuti arricchito dalla proiezione di filmati originali, estratti audio, foto rare, esecuzioni dal vivo in acustico e su base: da Geordie a Brassens, dal Suonatore Jones alla Canzone del maggio, da Se ti tagliassero a pezzetti ad Anime salve. Senza dimenticare la produzione dialettale e l’apporto fondamentale dei tanti collaboratori avvicendatisi accanto a lui.

Lontano dal voler canonizzare o santificare l’artista, lo spettacolo  racconta senza agiografie ma con passione le continue rivoluzioni e le poderose intuizioni (anche musicali) di un intellettuale inquieto, scomodo e irripetibile.

“Di Fabrizio De Andrè si parla tanto. Forse troppo. Un talento inquieto, spigoloso, quasi mai facile. Un uomo bruciato dal desiderio quasi inconscio, e talora da lui stesso mal sopportato, di inseguire e concretizzare rivoluzioni continue. Nessun desiderio di raccontare un santino; molta voglia di restituire gli snodi di un artista vero. Tra i più grandi del Novecento italiano”. (Andrea Scanzi)

“De Andrè è stato come minimo uno tra i più importanti cantautori del secolo scorso. Ognuno di noi che si provi a fare oggi lo stesso suo mestiere gli deve almeno un pezzo della propria chitarra, del proprio cercare e spesso non trovare una voce, e un tono, altrettanto autorevole, impeccabile. Questo basti a darci il senso di restituzione, per il tanto ricevuto. Fuor di retorica, ma proprio solo di pancia, e di cuore”. (Giulio Casale)

domenica 11 gennaio, ore 21 – Rimini, Teatro Novelli – Ingresso unico  € 12; scuole e Under 29 con CultCard  € 10 – Info: teatroermetenovelli.it

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