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In principio fu un pezzo dei Fairport Convention e in seguito il nome della sua band post-Fairport – la fascinazione di Sandy Denny per il castello di Fotheringay, dove nel 1587 fu decapitata la Regina Maria Stuarda, è chiara. Dal debutto dei Fotheringay sono passati la bellezza di quarantacinque anni ma lo splendore di quel magnifico album non è mai stato messo in discussione – e oltre che di grande musica, si trattò pure del suggello all’amore fra Sandy e Trevor Lucas vergato su vinile, un amore quantomeno tormentato che anni dopo portò a un tragico epilogo. Adesso, sull’onda di un box set che francamente aggiunge ben poco a quanto già si sapeva dei Fotheringay fra il disco originale e pubblicazioni postume, i tre superstiti Jerry Donahue (chitarra), Gerry Conway (batteria) e Pat Donaldson (basso), ognuno di loro una leggenda nell’ambito della musica folk-rock inglese, tentano quanto sembrava impossibile, ossia rimettere insieme il gruppo.

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Qualcuno poteva pensare a un speculazione ma, visto il concerto, il campo è sgomberato di qualsiasi dubbio – tutto suona convincente, senza sbavature e senza puzza di naftalina. I tre elementi superstiti in luogo di Sandy si fanno aiutare da due brave signore del folk d’Albione contemporaneo quali la poli-strumentista Kathryn Roberts e Sally Barker e altrettanto in luogo di Trevor dall’esperto chitarrista PJ Wright. Come detto, niente speculazione – gente come i tre Fotheringay originali sono troppo folkie e troppo onesti per cadere in tentazione – semmai lo spettacolo è un tributo e un addio a un passato glorioso, a un disco assolutamente indimenticabile e naturalmente tutto in ricordo di Sandy, la Regina della Luce. E l’ascolto dei pezzi monumentali della Denny (su tutte The Sea, John The Gun, Nothing More) e di Lucas (The Ballad Of Ned Kelly), di lussureggianti tradizionali (Banks Of The Nile, Gypsy Davy) e di eccezionali cover di Bob Dylan (Too Much Of NothingI Don’t Believe You), di Gordon Lightfoot (The Way I Feel, a dover scegliere il momento più bello dello show), di Chuck Berry (Memphis, Tennessee, vecchio pallino della Denny) e di Dave Cousin degli Strawbs (Two Weeks Last Summer), fa si che l’esperienza dei Fotheringay 2015 sia piena di soddisfazione per chiunque ascolti.

 

CICO CASARTELLI

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