Daniele Timpano, Ecce Robot!
Daniele Timpano, Ecce Robot!
Daniele Timpano, Ecce Robot!

 

«Colpisce per una certa sua aguzza stramberia Ecce robot! dell’estroso Daniele Timpano, quasi un autoritratto generazionale attraverso Mazinga Zeta a e altri cartoni animati giapponesi. Vestito di un’assurda tutina bianca, coi suoi gesti sghembi e i suoi toni deliranti il giovane attore alterna la compunta ricostruzione di lotte fra mostri meccanici a spiazzanti scorci autobiografici: si ricordano le crociate democratiche e progressiste contro questa invasione televisiva, per concludere che i litigi dei genitori e la solitudine dei figli facevano forse più male»: il decano dei critici teatrali italiani Renato Palazzi annotava questo su Il Sole 24 ore al debutto di Ecce Robot! cronaca di un’invasione, spettacolo che ora giunge in prima regionale al Teatro Aperto di Poggio Torriana (RN), «uno spazio da oltre seicento posti dove lo sguardo abbraccia la costa romagnola da Cesenatico a Cattolica, dove anche nelle afose serate estive si può godere di una carezzevole frescura, dove prima  o dopo lo spettacolo ci si può sfamare con una piadina e un bicchiere di vino nel chioschetto della Pro Loco».

Daniele Timpano, Ecce Robot! - foto di Lucia Baldini
Daniele Timpano, Ecce Robot! – foto di Lucia Baldini

 

L’autore, regista e attore romano Daniele Timpano (già vincitore al Festival Le Voci dell’Anima, finalista al Premio Scenario 2005, finalista al Premio UBU e vincitore del Premio Rete Critica 2012 e del Premio Nico Garrone 2013) suggerisce: «Ero bambino, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, quando arrivarono in Italia i “famigerati” cartoni animati giapponesi. Si gridò subito all’invasione: l’invasione gialla. In principio era Goldrake: “Si trasforma in un razzo missile / con circuiti di mille valvole / tra le stelle sprinta e va…”. Era anche l’Italia delle stragi, del rapimento di Aldo Moro, delle Brigate Rosse e dell’ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni, ma questo io non lo sapevo ancora. Trascorrevo i primi anni, un po’ come tutti i miei coetanei, davanti alla tv dalle cinque alle sette ore al giorno. Ignaro di trovarmi nel bel mezzo degli anni di piombo, vivevo l’infanzia tra robot d’acciaio».

Ecce Robot!, il cui testo ha meritato la pubblicazione all’interno del volume Senza corpo – voci della nuova scena italiana a cura di Debora Pietrobono (edizioni Minimum Fax, 2009), è presentato per la prima volta in Emilia Romagna in occasione della rassegna Euforie Teatrali.

28 luglio, ore 21.15 – Poggio Berni (RN), Teatro Aperto, Via Roma 7 – ingresso unico € 10 – info 338 8474454, 347 935371, quotidiana@alice.it

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