Bandiera Bianca (Battiato)Bandiera Bianca è una pagina Facebook nata per proporre agli internauti un gioco di società: raccogliere e divulgare i ricordi personali legati al periodo tra 1969 e il 1984, inseriti in una cornice musicale italiana.

Promossa dall’Associazione Piantiamolamemoria, realtà bolognese dal 2013 dedicata alla diffusione della conoscenza e alla divulgazione, in particolare tra i giovani, di contesti ed eventi criminosi che hanno condizionato la storia contemporanea (criminalità organizzata, eversione, stragismo, terrorismo, violenza politica), l’iniziativa si ripromette di coinvolgere cittadini e appassionati in un viaggio attraverso i ricordi. Lo scopo è quello di sottolineare, anche in un’epoca – questa – contraddistinta da memoria corta, frantumazione sociale e drammatica dispersione dei saperi in mille feudi reciprocamente isolati (e spesso impermeabili a ogni approfondimento), come la musica (o, per dirla con una canzone celebre, le “innocenti evasioni”) e le scelte collettive siano sempre intrecciate, riflettenti, dialoganti.

Bandiera Bianca (Piazza Fontana)Il periodo di tempo scelto per la selezione dei brani è quello che va dalla strage di Piazza Fontana, da molti ritenuta un volontario preambolo agli anni della cosiddetta “strategia della tensione”, all’attentato dinamitardo al rapido 904, diretto da Napoli a Milano, e in qualche modo anticipatore di un nuovo tipo di tensioni, quelle poi sfociate nelle guerre tra mafie a cavallo tra ’80 e ’90. «Anni in cui l’Italia era martoriata dal terrorismo, dalla violenza politica e da quella mafiosa», spiegano i responsabili del progetto. «Eppure anni di grandi riforme (lavoro, sanità, diritti civili), di progressi, creatività, impegno. Di donne che alzavano la testa. Il 1976, per esempio, fu l’anno in cui la staffetta partigiana Tina Anselmi divenne la prima donna ministro. A noi, che siamo nati giù di lì, il ’76 fa pensare innanzitutto all’infanzia. Infatti ci ritornano in mente la sigla di Sandokan (composta dagli Oliver Onions) e il Renato Zero di Hanno arrestato Paperino. E la prima in classifica, Ancora tu di Battisti. Poi ci viene da pensare al 34,37% dei voti al PCI. Alla prima volta che abbiamo visto il primo Rocky, il secondo (tragico) Fantozzi o La casa dalle finestre che ridono del nostro concittadino Pupi Avati. Poi… E insomma, vorremmo rivolgere a tutti queste domande: Voi cosa ricordate? Cosa volete ricordare? Qual è la colonna sonora (italiana) dei vostri ricordi?»

Bandiera Bianca (Battisti)Potete inoltrare le vostre risposte all’indirizzo di posta elettronica piantiamolamemoria@gmail.com, oppure direttamente sulla pagina Facebook di Bandiera Bianca.

Di seguito, il comunicato dell’iniziativa:

C’è stato un periodo in cui la comunicazione popolare divenne, anche in Italia, un territorio privilegiato dove sperimentare, provocare, riflettere. Beninteso, la fantasia al potere non c’era e non ci sarebbe mai stata; in compenso arte e musica beneficiarono in modo concreto della creatività post-sessantottina. I governi si susseguivano nei nomi di Rumor, Andreotti, Cossiga, Forlani, Craxi (uniche eccezioni virtuose e salvabili, anche se il primo non lo vollero salvare, Moro e Spadolini). Nel 1981 il sommerso cominciò ad emergere e, in mezzo al tanfo, si scoprì che molti governanti erano compromessi con consorterie nazionali ed estere, impegnate ad impedire che la democrazia italiana potesse sbocciare. Un “impegno concreto” – lo stesso del programma della loggia massonica P2 – che nonostante inchieste e condanne proseguirà fino ai giorni nostri.

Tina Anselmi
Tina Anselmi

Quindici anni trascorsero tra la bomba di piazza Fontana e quella sul rapido 904. O, se preferite, tra Woodstock e Madonna. Il bilancio di morte di quegli anni fu di circa 370 vittime, ammazzate dal terrorismo e dalla violenza politica. Caso unico nell’Europa del dopoguerra. Senza contare i feriti, né i morti per mano delle mafie. E il sangue non si fermò lì. Nemmeno il crollo del muro di Berlino pose fine a una carneficina, quasi sempre impunita, che si protrasse fino al nuovo millennio, quando Bologna – ancora Bologna! – fu teatro di un omicidio “politico”, quello di Marco Biagi, ucciso il 19 marzo 2002.

I Settanta e Ottanta, comunque, furono anni di grandi riforme, non solo di piombo. Mentre quel potere giurava che mai e poi mai si sarebbe fatto processare, mentre si contavano i morti ammazzati dal terrorismo (circa 370), mentre la mafia metteva radici anche al nord, l’Italia viveva la sua prima ed unica rivoluzione: quella musicale.

Area
Area

Dopo i papaveri e le papere, dopo le ragazze senza l’età giusta per l’amore, dopo i primi tentativi di uscire dalle gabbie (peraltro nobili) del belcanto e del melodramma operistico, la fine dei Sessanta vide l’affacciarsi di esperienze nuove, in grado di riformulare i linguaggi e raccontare il proprio tempo. Le scuole dei cantautori (moltissimi a Genova, molti altri a Roma), un battitore libero come Lucio Battisti, i complessi beat, la psichedelia (in grado di attrarre persino un artista poliedrico quale Mario Schifano), il jazz e il rock and roll del primo Adriano Celentano articolarono la grammatica alla base delle successive svolte concettuali di Area, Franco Battiato, PFM, Napoli Centrale, Stormy Six etc., fino all’esplosione anarchica e irriverente della Bologna del ’77 e dintorni.

I gruppi e solisti dei Settanta, alfieri di un cambiamento tale da scuotere le fondamenta stesse del pop italiano, avrebbero poi abbandonato (o intensificato, a seconda dei casi e delle attitudini) i tratti più ostici delle rispettive proposte proprio in concomitanza con le prime stagioni del decennio successivo, anche in termini discografici caratterizzato dal riflusso verso il privato, il disimpegno, i paradisi artificiali di un edonismo a senso unico, individualista e ripiegato su se stesso.

Bandiera Bianca (Celentano)Eppure, per almeno vent’anni le radio, le classifiche, addirittura rotocalchi e trasmissioni televisive, riuscirono a riflettere, e in certi casi a promuovere, la ventata di freschezza portata in dote da una scena musicale finalmente in grado di esprimere la colonna sonora dei mutamenti di un paese e delle sue generazioni.

Voi che ne pensate? Quali sono le canzoni italiane che vi ricordano il periodo compreso tra il 1969 e il 1984? E quali i vostri ricordi personali legati ad una di quelle canzoni?

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