C’è questo aereo che finisce all’interno di una zona vulcanica che, guarda caso, decide di entrare in azione proprio con lui dentro. I due piloti, non si sa come, muoiono.

Nel frattempo, in una base militare in un’area imprecisata nelle vicinanze, comincia un complesso dibattito esistenziale fra chi è fermamente convinto che si debba andare a salvare l’aereo e chi, invece, crede che sia giusto salvare la base militare perché tanto entrare nel vulcano è una missione suicida.

 

Non so neanch’io. Non so come gli sia saltato in mente di girare una cosa del genere. E scrivere pure che è tratta da una storia vera!

L’aereo vola per un’ora abbondante in una zona vulcanica senza riuscire a uscirne (per chiarirci ci vuole poco più di un’ora ad andare a Parigi da Milano… immaginate una zona vulcanica grande come mezza Europa, per intenderci) mentre da fuori, in partenza dalla base, i soccorsi lo raggiungono in qualche minuto: scusate, ma cosa cazzo fa l’aereo, gira intorno su se stesso?

Un masso vulcanico finisce in un motore. In mezzo al vulcano. Un caldo boia. Uno di loro, con un martello (un martello!!), decide di uscire per andare a sbloccare il motore. Sull’ala, con un martello, legato a una catena di cinture di sicurezza. Questa è la scena migliore, perché il tipo esce, circondato da una pioggia di sassi bollenti, e riesce a sbloccare il motore prendendo a martellate il motore. Però, sfiga, si sgancia una cintura di sicurezza.

Poi a un certo punto i massi incandescenti sparati dal vulcano raggiungono la base militare. Questi geni della vulcanologia e della tattica di guerra cosa fanno? Si barricano in qualche luogo sicuro, direte voi. No! Escono per strada a farsi massacrare dai lapilli, in un crescendo di macchine incendiate, corpi martoriati e fiamme. Finita la cosa, rientrano. Vuoi mai rischiare di prendere un’insolazione?

La cosa migliore però è la faccenda dell'”Andiamo a salvarli”, “no, è un suicidio”.

Sull’aereo si contano circa una trentina di passeggeri. A dir moltissimo. Dopo l’assurdo tira e molla, in cui il soldato urla in faccia al capitano le peggio cose e rischia pure la corte marziale, partono due aerei di soccorso, una flotta di caccia (guidata dal capitano, che alla fine si convince e non vi dico come, perché tanto ci siamo capiti) e non si sa cos’altro. E muoiono tutti! Dell’aereo si contano quattro superstiti. Un massacro spaventoso per salvarne 4. Adesso. Non voglio dire che quelli sull’aereo dovessero morire, perché non vorrei passare per uno cattivo, insensibile e tutto il resto. Però, forse, il capitano qualche ragione l’aveva.

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