Andrea Pazienza
Andrea Pazienza
Andrea Pazienza

Ventisette mostre, solo nel circuito ufficiale. Più di duemila opere esposte in un percorso tra musei e palazzi storici della città. Torna a Rimini la Biennale del Disegno, che quest’anno promette di bissare il successo della precedente edizione grazie a nuove e importanti collaborazioni. La mostra, dal titolo Profili dal mondo, esplora la storia del disegno come racconto naturale e antologico del paesaggio, e dell’umano paesaggio. Così i disegni antichi di Guido Reni, Guercino, Tiepolo, Galileo Chini e Canaletto dialogano con la modernità di Francis Bacon, Andrea Pazienza, Mario Schifano, Kiki Smith, Giuseppe Penone.

Ne parliamo con Massimo Pulini, Assessore alla Cultura del Comune di Rimini, ideatore della kermesse che riporta la città romagnola al centro dell’interesse artistico del Bel Paese.

Come è nata l’idea di dedicare una biennale al solo disegno? «La Biennale del Disegno nasce dalla consapevolezza di voler colmare una lacuna sul territorio nazionale. La pratica del disegno, infatti, forma d’arte trasversale ed essenziale, mancava di una precisa riflessione critica».

Qual è l’importanza del disegno oggi? «A differenza di altre arti, il disegno mostra una continuità con il passato. È un’arte basata essenzialmente su due materiali, la carta e la grafite, che non sono mai cambiati. Oggi si riscontrano sperimentazioni su diversi supporti ma c’è sempre una coerenza tecnica. Il disegno non ha mai perso il suo ruolo peculiare di momento di studio per l’artista. E oggi diviene anche opera d’arte in sé conclusa. Quest’ambivalenza gli ha permesso di rimanere una pratica costante nella ricerca artistica. Laddove la pittura è scomparsa, il disegno è invece rimasto. Basta pensare ai movimenti artistici degli anni Sessanta e Settanta. Nessuno ha mai rinunciato al disegno. In questa edizione cerchiamo di enfatizzare un altro suo punto di forza, il ruolo da trait-d’union tra i vari saperi: non solo l’arte ma anche la scienza, la cartografia, l’anatomia. Pensando agli studi sul passaggio o sul corpo umano si coglie subito questo collegamento. E lo facciamo analizzando questo percorso attraverso i secoli, dal Rinascimento fino ai giorni nostri».

Come ha risposto la città all’evento? «Positivamente, soprattutto se si guarda alle cifre di questa seconda edizione: dalla quantità di mostre al numero dei volontari che si sono offerti di seguirci, fino alla collaborazioni con importanti enti privati come il FAI, Italia Nostra e il Rotari Club. Senza contare l’importanza della collaborazione con il MIBACT e il Polo Museale dell’Emilia Romagna che ci ha permesso di ottenere i prestiti di autori come Reni, Guercino o i Gandolfi».

LEONARDO REGANO

Fino al 10 luglio, La Biennale del disegno, Rimini, Castel Sismondo, Teatro Galli, FAR e Museo Della Città e altre sedi, Info: 0541 704414, biennaledisegnorimini.it

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