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Una che si chiama Malanima probabilmente fa per per molti – visto come negli anni ha sedotto il pubblico e anche diversi suoi colleghi, da Piero Ciampi a Massimo Zamboni (CCCP/CSI) da John Parish ai Zen Circus da Adriano Celentano a Mauro Pagani da Franco Migliacci ai Criminal Jokers dai Calibro 35 al giro Sacri Cuori – senza peraltro farsi mancare intemerate letterarie con raccolte di poesia e romanzi, tutto di livello pregevole come è raro accada per chi “sconfina” – e peraltro è di questi giorni anche l’uscita di Leonida, il suo nuovo romanzo. Insomma, Nada poteva tranquillamente fare il soprammobile sanremese o vivere di revival che tanto il Sassofono Blu lo riempirebbe facile – detto chiaramente, Amore disperato è fra i grandi singoli italiani degli anni Ottanta – ma, tutt’altro, ha fatto le cose molto diversamente: oltre che sempre splendida e fascinosa a vedersi, è rimasta saldamente l’artista che ha sempre cercato d’essere, riuscendovi perfettamente.

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E come tutti i grandi artisti, Nada non cede di un millimetro – con album recenti fatti con una cognizione artistica di primo livello fin del come back chez Mauro Pagani di una quindicina abbondante di anni fa e che vanta poi album di autentica bravura come Vamp (2011), Occupo poco spazio (2014) e l’appena pubblicato L’amore devi seguirlo. Dopo le uscite con i pisani Criminal Jokers, adesso Nada cambia pelle e si unisce agli …A Toys Orchestra, gruppo campano che negli anni Duemila a fatto parlare di sé con una serie di album di pop onirico e psichedelico di evidente matrice 70s ma anche qualche debito con gli Smashing Pumpkins – insomma, tutto a conferma che sul palco la Signora vi sa stare in tutti i modi, e sempre in modo magnifico!IMG_4378 IMG_4284

Nada canta ma è anche attrice, a suo modo, i suoi pezzi sembrano seguire un molto eccentrico e dissimulato copione, quello di una donna che non ha la minima paura a esporsi – o meglio, che non ha paura d’affrontare tematiche complesse senza banalizzarle con taglio pop e, in tal senso, è facile sentirla molto vicina a PJ Harvey, certamente ammirata e studiata da che la Malanima cambiò pelle con Dove sei sei (1999). E quando, peraltro con pesanti interventi electro-rock in sede di arrangiamento rispetto agli originali, passano in rassegna magnifici brani come Luna in pienaLa mia animaOccupo poco spazioIngannoL’amore è fortissimoLa terroristaGuardami negli occhiNon sputarmi in facciaLa canzone dell’amoreSenza un perché e Aprite le città, non accade altro che aumenti il rispetto nei suoi confronti. E il pubblico, come si poteva notare quasi palpabilmente, non ha fatto altro che rimanere molto ammaliato da tale poderosa presenza. Infine, non poteva mancare la grande poesia dei suoi anni più addietro con Amore disperato – rigirata a piacimento con bel tiro hard che la rinvigorisce – e Ma che freddo fa che tanto, in ogni caso, Nada resta sempre e per davvero un angelo caduto dal cielo.

CICO CASARTELLI

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