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Se esiste un Dio, un giorno dovrà renderci conto di una cosa: perché ha messo il fato contro Mark Sandam, perché ci ha privato dei Morphine così presto, perché ha lasciato vivere tanti altri (smile!) che non lo meritavano. Già, perché! E perché due musicisti di sopraffina bravura come Dana Colley e Billy Conway, da quella maledetta sera del luglio 1999 proprio da noi in Italia, a Palestrina, per colpa di quel fato avverso abbiano dovuto ripiegare su avventure che, per forza di cose, li hanno tenuti nelle seconde fila del mare magnum della musica americana degli ultimi tre e passa lustri.

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Di cose belle nel post Morphine ne sono state fatte, del resto: a memoria ricordiamo l’Orchestra Morphine, i Twinemen e anche una sortita di Dana Colley con uno dei migliori cantautori (come va stretta questa definizione) italiani, Rudy Marra. Ovviamente tutto all’ombra della Morfina madre e di Sandman, sempre per quel fato trancia ali che dicevamo prima. Adesso, però, sembra che un minimo di cambio di tendenza vi sia: in primis vi è stato un recente film di lunga gestazione, Journey Of Dreams, esentato a vari festival e con contributi anche di Steve Berlin (Los Lobos) e Joe Strummer (Clash) – e ora Dana multisax-Maestro-stile-Roland Kirk si rimette insieme al primo batterista dei Morphine, quel Jerome Deupree che se ne andò dopo il folgorante esordio Good (1992), e con Jeremy Lyons in vece di Sandman a basso e voce, il tutto per il nuovo progetto dal già di per sé seducente nome, Vapors Of Morphine.

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Il risultato si chiama a A New Low, l’album d’esordio del trio, che parte esattamente dove i Morphine ci avevano lasciato. O meglio: Mark Sandman è insostituibile, resta uno dei più grandi character della musica americana degli anni Novanta (ma anche Ottanta, se qualcuno si ricorda dei leggendari Treat Her Right), ma visto che le vie del Signore sono infinite, al di là del fato avverso, i Vapors Of Morphine sono un bel second coming di una storia a dir poco epica. La musica snocciolata negli undici numeri dell’album non è né nostalgica né datata semmai vaga in quella dimensione parallela cui ci avevano abituati i Morphine, dove Tom Waits e Miles Davis oppure Chet Baker e il blues di Chicago vivevano una metonimia che era esperienza unica e, in epoca di grunge e alternative con sguardi a favore di MTV, dirompente.

Gli originali Morphine con Mark Sandman negli anni Novanta
Gli originali Morphine con Mark Sandman negli anni Novanta

Forse i tempi sono cambiati, i Morphine e i VOM sono pasto per quelli che non sono più gli adolescenti-post adolescenti degli anni Novanta, probabilmente non si muoverà più Carlo Verdone che in Viaggi di nozze (il film del “famolo strano”) usò alla grande I Know You (Part I) e soprattutto l’impetuosa Honey White, ma quella di A New Low è musica alquanto solida. Per cominciare, schiaffano lì quattro cover travolgenti quanto a sorpresa come Interstellar Overdrive dei Pink Floyd epoca Syd Barrett, If dei Latin Playboys (spin off anni Novanta dei Los Lobos) e la doppietta Baby’s On Fire/Sombre Reptiles del Bran Eno post Roxy Music: l’intento è a effetto ma non stucchevole, anzi, con i colori oscuri e pieni di testosterone che aggiungono qualcosa di inatteso ai suddetti classici. Poi non manca l’auto citazione con la ripresa di Sheila, uno dei capolavori del disco più bello dei Morphine, Cure For Pain (1993): più rarefatta dell’originale e con Lyons che non gioca all’imitazione di Sandman bensì gli rende dovuto omaggio. Meritano anche le altre riletture della Morfina, The Other Side che esplode in una gran jam che sovverte l’originale e Souvenir che viaggia sempre al termine della notte in un impensabile afro medley con Daman N’Diaye ospite Boubacar Diabate, giovane esponente della musica del Mali – così come i più canonici traditional folk blues Red Apple Juice e Rowdy Blues sono perfetto pane per i nostri tre assatanati delle variazioni infinite a dodici battute. Per il resto, facile farsi inebriare da questi vapori di morfina che si diffondono ovunque.

CICO CASARTELLI

VAPORS OF MORPHINE – A New Low (Vapors Of Morphine)

concerti italiani: 8 Novembre, Magnolia (Milano) – 10, Monk Club (Roma), 11 Locomotiv (Bologna) – 12, Latteria Molloy (Brescia). Per informazioni, Ponderosa Music & Art: tel +39 02 48194128, email info@ponderosa.it.

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