Dewey Dell, il collettivo cesenate che prende vita nel 2007 dal lavoro di Teodora, Demetrio e Agata Castellucci ed Eugenio Resta, arriva al Teatro delle Passioni di Modena, giovedì 4 e venerdì 5 maggio, per presentare Sleep Technique.

Già autori di numerose produzioni in cui hanno indagato in modo radicale il suono e il movimento, il collettivo si ispira in Sleep Technique alle pitture rupestri della grotta di Chauvet in Francia e si avvale della collaborazione con Massimo Pupillo del gruppo musicale Zu per la creazione della colonna sonora.
Un invito a immergerci nel buio della grotta e a abbandonarci al richiamo degli antichi, inesplicabile con le parole. «La percezione – afferma la compagnia – di ciò che è rimasto della vita del passato profondo è filtrata da occhi molto lontani da quell’antico modo di vivere e di comprendere. Eppure avvertiamo la sensibilità degli antenati intimamente vicina a noi, come se i loro miti e riti primitivi potessero ancora essere oscuramente presenti. Sentiamo di essere scossi nel nostro essere più profondo da un’eco comune che da un altro tempo e un’altra vita ci raggiunge. Anche se i significati originali sono spariti nelle pieghe del tempo e solo la memoria di qualche elemento resiste, le tracce che rimangono vanno ben oltre il bisogno di un significato. Quando entriamo in una caverna e contempliamo le pitture preistoriche dei nostri antenati si accende una connessione ancora più profonda. Avvertiamo che il passato ci guarda nello stesso modo in cui noi lo osserviamo. La loro arte, nascosta nelle viscere più buie delle montagne, sembra reclamare una risposta da un abisso temporale».
Un tentativo di dialogo, una risposta impossibile alla ricchezza infinita di quello che ci è pervenuto dai primi homo sapiens sapiens nella caverna di Chauvet-Pont d’Arc, scrigno di pitture di 36.000 anni.

Dal 4 al 5 maggio, Teatro delle Passioni, Viale Carlo Sigonio 382, Modena, 21.00, info: www.emiliaromagnateatro.com

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