Immagine tratta dal film "Mate Superb" di Hamdi AlHroub, vincitore della sezione documentari palestinesi

Il cinema è prima di tutto sguardo: rappresenta una prospettiva da cui guardare il mondo e che si intende condividere con chiunque. Nazra in arabo significa proprio sguardo ed è per questo motivo che si è scelto questo nome per identificare il primo Palestine Short Film Festival. Il cortometraggio è stato scelto, tra le tante forme artistiche possibili, ed è stato investito di un compito estremamente importante, quello di raccontare la Palestina e la sua situazione attuale a tutto il mondo. Nazra è la somma di due sguardi: quello dei registi che raccontano una terra divisa e quello degli spettatori che la conoscono per la prima volta o che cercano di imparare qualcosa di più rispetto a quello che già sanno.

Si tratta di un festival cinematografico itinerante, partito da Venezia, dove alcuni dei registi hanno ottenuto premi e riconoscimenti, per arrivare a Firenze, Roma e, dal 10 al 15 ottobre a Bologna, per poi proseguire verso Napoli, Gaza, Gerusalemme e fare ritorno  – auspicalmente – a  Ramallah, dove lo sguardo è nato. A Bologna il Festival e i 24 corti in concorso saranno ospitati presso il Centro Amilcare Cabral, dove mercoledì 11 ottobre si terrà un incontro con alcuni registi; presso il Kinodromo  nella serata di mercoledì 11 ottobre e presso il Cineclub Bellinzona, nella serata di giovedì 12 ottobre. Approderà dunque al Cinema Lumière (venerdì 13 e domenica 15 ottobre) in anteprima al Terra di Tutti Film Festival, dove verranno proiettati i 5 corti premiati a Venezia (Ave Maria di Basil Khalil per la fiction palestinese, One Minute di Dina Neser per la fiction internazionale, Mate Superb di Hamdi AlHroub per il documentario palestinese, High Hopes di Guy Davidi per il documentario internazionale e Entr’acte di Seyed Mohammad Reza Kheradmandan per la sezione sperimentale) e una selezione di 3 corti con menzione speciale.

Il Festival nasce da un’idea delle associazioni Assopace Palestina e Associazione Restiamo Umani con Vik e dal loro desiderio di raccontare la Palestina attraverso un mezzo che potesse raggiungere il grande pubblico. Nazra ha l’obiettivo di far conoscere la produzione cinematografica palestinese e in contemporanea di dare spazio anche ad artisti internazionali: per questo motivo si è deciso di creare tre sezioni – una dedicata al documentario, una alla fiction e una al cinema sperimentale – dove le prime due sono divise al loro interno tra registi palestinesi e registi internazionali. Solo unendo una varietà di temi e sguardi si è stati capaci di creare una sorta di repertorio che riuscisse effettivamente a raccontare la situazione complicata che la Palestina sta vivendo.

Le tematiche e le storie raccontate dai cortometraggi selezionati sono tra le più disparate proprio per cercare di far entrare lo spettatore dentro ai dettagli di una vita difficile all’interno di situazioni anche molto distanti tra loro. È tra queste diverse visioni che si inserisce anche Mate Super,  il corto vincitore della sezione documentari palestinesi di Hamdi AlHroub, il quale ha rispeso un gruppo di giovani appassionati di parkour – illegale a Gerusalemme – che hanno fatto della loro passione una forma di resistenza politica non violenta. “Viviamo sotto occupazione – ha dichiarato il regista – e fuori nessuno sa niente di noi. Ho scelto di fare cinema per dimostrare che non siamo solamente numeri”. E questo nuovo Festival si presenta come perfetto punto di partenza per la divulgazione di una realtà che non può più restare nascosta.

Dal 10 al 15 ottobre, Nazra Palestine Short Film Festival, Bologna – info: nazrashortfilmfestival.wordpress.com

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here