S’inaugura mercoledì 18 ottobre 2017 la sesta edizione della stagione invernale al Teatro Masini di Faenza, targata Emilia Romagna Festival. Diretta da Jacopo Rivani, andrà in scena la Filarmonica Arturo Toscanini, garanzia di qualità e competenza, con un programma incentrato su Beethoven: due ouverture di tarda composizione e una suite per concerto, Le Creature di Prometeo.

La stagione invernale si apre con un evento di altissimo livello, che sorprenderà anche le orecchie degli ascoltatori più avvezzi alla musica classica. La Filarmonica Arturo Toscanini, uno dei punti fermi del repertorio sinfonico in Italia, diretta dal giovane Jacopo Rivani, si misurerà con alcuni dei pezzi più rari di Ludwig van Beethoven. Il programma prevede, nella prima parte, l’esecuzione di La consacrazione della casa op.124 e Per l’onomastico op. 115, mentre nella seconda parte sarà eseguita la suite da concerto in 4 movimenti Le creature di Prometeo. Si tratta di un Beethoven tardo, già maturo, pienamente consapevole dei propri mezzi. In particolare, le alterne vicende di Le creature di Prometeo dimostrano come la maestria e l’inventiva del genio abbiano saputo cesellare le sue opere prima ancora dell’intervento della Storia. Nato come balletto in tre atti per la scenografia di Salvatore Viganò, infatti, Le creature di Prometeo non incontrò i favori del pubblico dell’epoca. Beethoven riuscì comunque a recuperarne la splendida ouverture, che sopravvisse come singolo pezzo di concerto. E sarà proprio quest’ultimo a essere inserito nel repertorio della Filarmonica Arturo Toscanini.

Nel nome del Maestro per eccellenza, la Filarmonica Arturo Toscanini è il fiore all’occhiello della Fondazione che ne porta il nome, originaria di Parma – città dove nacque e si specializzò il Maestro. Grazie all’esperienza trentennale dell’Orchestra Regionale Emilia Romagna, la Filarmonica è oggi più che matura sul piano artistico. Affonda le radici nell’Orchestra Ducale ordinata a Parma da Niccolò Paganini nel 1835/36 e continua a evolversi con i Maestri di oggi. La Filarmonica ha potuto lavorare con direttori come Maazel, Masur, Mehta, Prêtre, Rostropovich, Tate e Temirkanov. La costante innovazione delle strategie musicali, associata al rigore dell’approccio artistico, ha indotto al recente ampliamento del repertorio, esteso fino agli avamposti del presente. A questo passaggio è corrisposto l’invito rivolto ad una nuova rosa di direttori, tutti appartenenti alla giovane generazione ma già pienamente affermati a livello internazionale.

Tra questi, Jacopo Rivani, già diplomato brillantemente in tromba all’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Verdi” di Ravenna, si perfeziona con alcuni dei più importanti trombettisti del panorama. Contemporaneamente intraprende lo studio della Direzione d’Orchestra e dell’Analisi Musicale, discipline che raccolgono in modo completo il pensiero musicale in modo dettagliato. A febbraio 2016 si laurea a pieni voti in direzione d’orchestra al Conservatorio Statale Gioachino Rossini di Pesaro, dopo aver sostenuto gli esami di “prassi esecutiva” con il massimo dei voti e la lode, presentando come tesi la concertazione dell’opera Il Barbiere di Siviglia di G. Rossini, in occasione del bicentenario dell’opera. Come revisore e arrangiatore ha all’attivo una considerevole quantità di lavori per ottoni, orchestra d’archi e sinfonica e orchestra di fiati; ha preso parte a prestigiosi festival e stagioni concertistiche, soprattutto della zona tra Pesaro e Ravenna. Ha diretto numerose orchestre di livello nazionale, e dal 2010 è Direttore Principale dell’Orchestra Arcangelo Corelli, con la quale svolge parte dell’attività concertistica della compagine, scegliendo pagine musicali di ricerca affiancate da pagine sinfoniche prestigiose e di repertorio. Alterna l’impegno artistico con quello didattico, che svolge con devozione da ormai dieci anni.

18 ottobre, Teatro Masini, Piazza Nenni, 3, Faenza, Info: www.accademiaperduta.it 

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