Don Antonio non è, come molti pensano, un sacerdote che ha deciso di intraprendere la carriera musicale. Don Antonio e Don Antonio Gramentieri e il suo omonimo progetto solista, edito da Santeria e distribuito da Audioglobe.

Don è inteso alla spagnola e alla siciliana. Si usa prima dei nomi propri di persona per indicare rispetto a persone molto sagge o di potere.

Il disco, non a caso, è stato registrato a Catania, nello studio di Cesare Basile e guarda all’Africa. È ispirato a tutte le identità sonore del sud mondo. Passa senza soluzione di continuità la musica di genere: la cumbia, il blues, la lambada, il twist, il rap. Il tutto filtrato da un suono che ricorda quello delle radio che si confondono in lontananza sulle spiagge del centro America. Un mescolio di cultura nera, latina e americana che si incontrano in un un suono meticcio ed eclettico.

Antonio Gramentieri ha registrato il disco insieme al contributo di musicisti e amici di una vita.

Suona, dietro casa sua, il 24 dicembre al Clandestino di Faenza con la formazione allargata: Matteo Monti e Diego Sapignoli a batterie e percussioni, Denis Valentini e Roberto Villa a bassi e contrabbassi, Francesco Valtieri e Gianni Perinelli ai sassofoni.

 

24 dicembre, Faenza, Clan Destino, viale Baccarini 19, ore 22.30,  info: 0546 681327

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.