Ebbene si, il prodotto biologico, secondo da quanto emerge dagli ultimi dati statistici, si afferma sempre più nella grande distribuzione che si adegua alle esigenze del consumatore cosicché sempre più aziende italiane, del settore alimentare e cosmetico, producono prodotti biologici a “proprio marchio”, le cosiddette private label.

Difatti, nell’ultimo anno, nei supermercati, sembra che il consumatore abbia fatto la “corsa al bio” determinando così la crescita, da un lato, delle vendite dei prodotti a “proprio marchio” e, dall’altro, della sua soddisfazione, dove la scelta del bio è una scelta consapevole rispetto ai valori che esprime: salute, sicurezza, benessere, eco-friendly.

Da ciò traspare un consumatore più attento nella scelta, rivolto a prodotti che si posizionano nella fascia alta del mercato (biologico, funzionale, ecologico, free from) e, pertanto con medio-ampia capacità di spesa. Questa tendenza è stata la leva che ha spinto le aziende, col proprio brand, ad aumentare l’offerta assortimentale nei canali distributivi, diventando così la grande distribuzione un grande “hub” che veicola prodotti di qualità. Il biologico, dunque, è un treno che non si ferma e compenetra gli obiettivi della distribuzione moderna recependo ed interpretando le esigenze trasversali dei consumatori.

Si profila quindi un mondo che sta cambiando in cui il biologico prende sempre più piede sia con l’aumento delle realtà agricole (nel 2017, in Italia, sono aumentate di circa 20mila unità), sia con il ritorno dei giovani all’agricoltura. Giovani che hanno studiato e si sono impegnati seriamente e professionalmente dedicandosi alle colture biologiche per poi passare, in alcuni casi, al metodo biodinamico. Rappresentando tutto ciò una reale presa di coscienza ed al contempo un passo importante per l’evoluzione dell’agricoltura, dove, il biologico sarà sempre più richiesto e determinerà così la crescita nella grande distribuzione, nelle mense, nei mercatini e nei negozi specializzati. Ma per far si che ciò accada, questa
“attività”, di produzione-distribuzione, va messa in sicurezza attraverso il coinvolgimento di tutti gli operatori del settore pubblico e privato lavorando in modo corretto ed al contempo salvaguardando il mercato, attraverso l’ausilio di rappresentanze specializzate aventi l’obiettivo di contribuire alla crescita culturale, sociale, tecnica ed economica di tutte le componenti della filiera biologica e biodinamica. Con l’augurio nell’immediato futuro, per gli spiriti green ed i consumatori occasionali, di poter fruire dei prodotti bio a prezzi competitivi o per lo meno più accessibili.

di Lara Congiu

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