Dall’8 al 18 settembre prende il via a Ravenna la ventesimaedizione di Ammutinamenti, festival di danza urbana e d’autore, curato dall’associazione Cantieri Danza, ideato e guidato da Selina Bassini e Monica Francia, da quest’anno affiancate nella direzione artistica dal team di giovani curatrici

Cantieri è una realtà culturale che promuove la danza come strumento di ricerca artistica, politica e sociale. Il Festival riserva un’attenzione particolare la parte più giovane e innovativa delle arti performative, ponendo fra i suoi obiettivi anche la promozione e la formazione inclusiva attraverso progetti site specific e partnership con le realtà di ricerca più sperimentali a livello nazionale.

Il 2018 è l’anno del ventennale di Ammutinamenti: si chiude un ciclo e si segnano la rifondazione e la trasmissione di intrecci di azioni e sguardi sul nostro mondo. Metaforicamente l’edizione racconta un’esperienza che, negli anni, si è trasformata in pratica etica e civile, attraverso i corpi e i processi dentro gli spazi dell’uomo. Ha previsto luoghi. I nostri luoghi, come li abitiamo, come li abbiamo abitati; ha fornito risposte alternative. Come manifesto di questo “abitare”, Ammutinamenti XX sceglie tre spettacoli incandescenti che implicano una visione partecipata, una guerriglia, una presa in carico coraggiosa della vita nella sua bellezza e dolore: R.OSA_10 esercizi per nuovi virtuosismi di Silvia Gribaudi, Sopra di me il diluvio della compagnia Enzo Cosimi, Òmnira della greca Stella Spyrou.

Tra gli altri artisti ospiti: gruppo nanou, Francesco Capuano e Nicola Picardi, Daniele Ninarello con MM Contemporary Dance Company, Daniele Albanese con Nuovo Balletto di Toscana, Andrea Costanzo Martini con Balletto di Roma, Aristide Rontini, Luna Cenere, Daria Menichetti, Greta Francolini, Giuseppe Vincent Giampino, Sara Pischedda, Arianna Rodeghiero, Sara Sguotti, Stellario Di Blasi, Daniele Salvitto e Federica Francese, Sabrina Fraternali, Gennaro Andrea Lauro e gli artisti di Nuove Traiettorie XL.

Ammutinamenti XX vuole raccontare la sua linea di esistenza/resistenza di un’umanità femminile/maschile, trascrive diverse fenomenologie di appartenenza, lontane dalle logiche del potere consolidato e dagli stereotipi culturali; dichiara il suo perpetuo ammutinamento e indica la nostra libertà poetica di costruzione del mondo.

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