ANGELICA 29. A Bologna ritorna il Festival di musica contemporanea

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Angelica compie 29 anni ed è un traguardo da ricordare. Per tutti gli amanti della contemporanea, questo è l’appuntamento più atteso dell’anno. Da qui, nel tempo, sono passati calibri come Mike Patton, John Zorn, Stockhausen, i Tenores di Bitti, David Murray, Arto Lindsay e innumerevoli altri artisti.

Si svolgerà a Bologna in diversi luoghi della città dal 4 al 31 maggio e ospitando una serie incredibile di concerti con musicisti provenienti da tutto il mondo. Abbiamo raggiunto il direttore artistico Massimo Simonini, al quale abbiamo fatto alcune domande a partire da quel lontano 1991, anno in cui questa avventura cominciò: «All’epoca facevo il Dams e mi stancai ben presto di tutta quella teoria, avevo bisogno d’azione, avevo voglia di fare qualcosa, realizzare dei progetti e così abbandonai l’Università e iniziai gettandomi nella realtà, mi inventai qualcosa che potesse esprimere le molteplici forme dell’esplorazione musicale, mettendo in piedi un laboratorio di ricerca…».

Quando gli domandiamo quali sono le coordinate sulle quali Angelica fonda la sua storia, risponde senza esitazioni: «Il dovere del festival è quello di fare il punto sulla musica contemporanea a 360 gradi, la musica di oggi, abbracciando i diversi linguaggi. È un’esplorazione nella musica e della musica dove ai musicisti chiediamo di fare progetti che non hanno mai fatto prima, esecutori che improvvisano o improvvisatori che eseguono partiture, alla ricerca di sconfinamenti e relazioni che si creano tra i musicisti e che sono sempre diverse generando diverse prospettive di cui lo spettatore diventa partecipe. Per esempio in questa edizione Peter Brötzmann, musicista free jazz, entrerà in contatto con la tradizione marocchina; una mutazione continua di serata in serata, il modo di raccontare le musiche che succedono oggi ma che avranno una proiezione nel futuro. Questa visione è data anche dal fatto che ogni concerto ha un curatore diverso, differenti voci che conferiscono alle serate molteplici espressioni all’interno di ogni edizione di Angelica».

Un’operazione coraggiosa e complicata che mette l’orecchio nella ricerca, affrontando campi musicali lontani dalla musica commerciale, portata avanti in questi molti anni con spirito quasi pionieristico. «Ci vuole sempre un equilibrio nel riuscire a far convivere cose diverse. Magari Mike Patton (cantante dei Faith No More, Mondo Cane, ndr) che è un personaggio conosciuto con un suo pubblico proveniente dal rock, può diventare il mezzo che ci aiuta a proporre cose più di nicchia, come lo scorso anno, quando abbiamo riempito il teatro di Modena con il concerto che lo vedeva a fianco del pianista Uri Caine».

L’edizione numero 29 vede alternarsi musicisti del calibro di Rohan De Saram e Vincent Royer, che mischieranno le loro influenze sulle partiture di Xenakis lasciando spazio anche all’improvisazione; poi Massimo Pupillo (bassista degli Zu) con Toshinori Kondo e Tony Buck sul versante della musica elettronica, domenica 5 maggio. Juliet Fraser si cimenterà su Morton Feldman e i testi di Rainer Maria Rilke in Songs for solitude. L’organo di Hermann Nitsch sarà protagonista della serata del 25 maggio alla Basilica di Santa Maria dei Servi mentre il raga di Pandit Uday Bhawalkar andrà in scena il 26 maggio presso il Teatro San Leonardo.

ANGELICA 29, dal 4 al 31 maggio, Bologna, Teatro San Leonardo, via San Vitale 63, ore 21.30. Info: 051 240310, aaa-angelica.com

Nella foto in alto: Peter Brötzmann

Marco Boccaccini

 

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