La montagna dentro di Hervé Barmasse

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L’articolo è tratto dal nostro repertorio di numeri cartacei

Il Cervino seduce e respinge, ammalia e strega. Il Cervino è Re. Si esprime senza proferire parola e benedice i suoi sudditi senza alzarsi dal trono.

Lui me lo sono tatuato. Per me, come per tanti, rappresenta LA montagna. Non mi è concesso salire così in alto (anche se una volta sono andato di nascosto a piedi al Teodulo a 3.317 m s.l.m.). Se mai accadrà, partirò dalla piazzetta di fronte alla Chiesa di Cervinia e, forse, sarà la mia impresa. La montagna può essere tragica, ma noi non andiamo a cercare la morte. Scaliamo per vivere una passione, che è il contrario di morire.

Con passione ho divorato, come fosse una ascesa, La montagna dentro di Hervé Barmasse. Alpinista e Guida del Cervino, nato e cresciuto sotto la Gran Becca, figlio della grande Guida Marco Barmasse, Hervé è la quarta generazione di guide della sua famiglia.

Che invidia per lui. C’è salito tantissime volte, ha aperto anche nuove vie in cordata e in solitaria e può salirci ogni volta che il Re si mostra disponibile ad accoglierlo. Sì, perché se è vero che i limiti del nostro pensiero sono i limiti di una scalata, alla fine ci vuole anche il Suo permesso per salire.

Eppure, in montagna non si vince e non si perde. Si vive una grande passione. È semplice da capire. Ma troppo semplice per accorgersene perché, nella nostra società, viviamo di complicazioni.

Rinuncia. Ho imparato ad accettare di dover tornare indietro, anche durante una semplice passeggiata (che è quello che io posso permettermi). Tutti dovrebbero vivere la montagna al proprio livello. Imparando a sviluppare l’arte della rinuncia, a riconoscere e a confrontarsi con i propri limiti. Sono le emozioni che proviamo a rendere grande ciò che facciamo e, per fortuna, quelle non possono essere utilizzate per creare una classifica o una distinzione, ma servono solo a riempirci di gioia.

Hervé, con coraggio e determinazione, montagna dopo montagna ha trovato la sua via perché in lui Non c’è posto per una brutta copia di quello che sono.

Ci sono tornato quest’estate, in un giorno di pioggia e nuvole, non si è fatto vedere. Non importa, Lui era lì dietro alle nuvole ed io ero lì davanti a Lui, lo sapevamo entrambi. Il Cervino è la misura della nostra piccolezza ma, come scrisse la guida francese Gaston Rébuffat, un uomo, di fronte al Monte Cervino, non è mai un uomo comune.

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