We The People, il festival di Atlas of Transitions Biennale

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"Voci da Lingua Madre" di Lola Arias

Atlas of Transitions Biennale giunge alla sua quarta e ultima edizione con il festival We The People che, dopo la cancellazione estiva, si prepara per un programma online dal 2 al 7 dicembre. Una settimana di installazioni, performance, laboratori, tavole rotonde, talk, incursioni radiofoniche, proiezioni, masterclass e workshop per i ragazzi delle scuole superiori che condividono uno spazio tessendo relazioni nella distanza, con l’obiettivo di affermare l’urgenza di una politica dell’ascolto basata sul diritto di tutti a essere ascoltati.

Ad inaugurare il festival, l’installazione artistica Concertata a cura di Cheap, una street poster art dedicata alle fotografie di Michele Lapini dislocate nelle diverse bacheche urbane di Bologna: adunanze, assemblee cittadine, proteste, azioni collettive di movimento, riti commemorativi, manifestazioni con intenti locali e globali, composizioni plurali e interconnesse sono i protagonisti delle fotografie di Lapini che ritorneranno così ad occupare le strade della città.

Nella prima giornata di festival va online, in streaming alle ore 21 sulla pagina Facebook di Atlas of Transitions – Italia e sui canali Youtube e Facebook di ERT Fondazione, anche Voci da Lingua Madre, il racconto del lavoro condotto da Lola Arias a Bologna insieme a nove cittadini, coinvolti in un’indagine di di teatro documentario sugli immaginari della maternità contemporanea. In Voci da Lingua Madre la regista e i protagonisti raccontano le loro impressioni, le loro scelte di vita e i loro desideri, nonché le dinamiche del lavoro teatrale collettivo, nel giorno in cui era previsto il debutto del loro spettacolo Lingua Madre.

Nel secondo giorno di festival prende il via il laboratorio Per me sono tutti neri, voglio dire normali a cura di ZimmerFrei e dedicato agli alunni delle scuole superiori. Un laboratorio di tre appuntamenti, dal 2 al 5 dicembre dalle 9 alle 13.30, che analizza la docuserie in quattro episodi Saga di ZimmerFrei, la cui visione è in programma anche il 6 dicembre alle ore 20.30 nell’ambito del progetto #iorestoinSALA del Cinema Lumière.  

In programma il 3 dicembre la tavola rotonda Right to the City, Performing Arts and Migration in diretta streaming sulle pagine Facebook  DAMSLabAtlas of Transitions – Italia e Fondazione per l’Innovazione Urbana a partire dalle ore 17.30. L’incontro ruoterà attorno all’omonimo volume pubblicato da FrancoAngeli e dedicato ai progetti artistici dedicati al tema migratorio, riflettendo sulle modalità con cui le pratiche artistiche costruiscono spazi di resistenza, forme di sovversione e discorsi contro-egemonici sulla migrazione.

Sound, Acoustics, and the Politics of Listening è il titolo del talk online che si terrà il 4 dicembre alle ore 17.30 in diretta streaming sulle pagine Facebook di Atlas of Transitions – Italia e di ERT Fondazione: un dialogo tra Christine Eyene e Hypatia Vourloumis, curato da Brandon LaBelle, che indaga la dimensione sociale e politica dell’ascolto, singolare e condiviso, riflettendo sulle sue potenzialità affettive ed epistemologiche.

Sabato 5 dicembre la sound artist, dj e conduttrice radiofonica Rokia Bamba condurrà una masterclass dal titolo Say it Loud: A New Orgasmic Paradigm dedicata alla produzione radiofonica e al djing, riflettendo sul suono come strumento per creare nuove narrazioni e disvelare memorie sommerse. In serata, Rokia Bamba terrà anche il talk e la listening Our Silences Will Not Protect Us in streaming alle ore 22 sui canali Facebook e Youtube di Atlas of Transitions -Italia e sulla pagina Facebook di ERT Fondazione. Tra i due appuntamenti, alle ore 18, si colloca il palinsesto radiofonico di Radio India, il progetto di Teatro di Roma – Teatro Nazionale nato durante il lockdown primaverile.

A chiudere la rassegna il 7 dicembre alle ore 21 la performance Necropolis di Arkadi Zaides, in streaming sui canali Facebook e Youtube di Atlas of Transitions -Italia e sulla pagina Facebook di ERT Fondazione, accompagnata dall’incontro con i protagonisti. Una performance che cerca di dare una risposta alla mancata identificazione dei numerosi migranti rimasti vittime nel tentativo di raggiungere l’Europa. info

Info: bologna.emiliaromagnateatro.com/atlas-of-transitions-we-the-people  

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