“I signori della truffa”, simpatici impostori nella Storia

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Prima di andare a letto, per iniziare la giornata con un sorriso o per prendersi una pausa di qualche minuto durante una giornata piuttosto stressante. I signori della truffa. Inganni e raggiri che hanno fatto la storia di Domenico Vecchioni, edito da Diarkos, si adatta davvero ad ogni ritmo di lettura e ad ogni tipo di lettore.

Una raccolta di racconti, 24 per l’esattezza, e un filo conduttore: le grandi truffe della Storia, come suggerisce il titolo. A onor del vero, specifica l’autore stesso, si tratta solo di una selezione. La lista completa infatti sarebbe molto più lunga. Tutti fatti storici realmente accaduti, tutti personaggi esistiti in epoche storiche differenti che, per un motivo o per un altro, hanno deciso di sfruttare la loro intelligenza e il loro genio (perché spesso di questo si tratta!) per ingannare il prossimo. Il fine ultimo è sempre il denaro ma le ragioni sono varie: per quanto molti cerchino l’arricchimento facile, c’è anche chi disperatamente cerca la fama artistica immeritatamente non riconosciuta, c’è chi cerca, a suo modo, di fare un’azione altruista, e c’è chi semplicemente ama interpretare ruoli differenti. Truffatori certo, ma nessuno risulta odioso al lettore. Anzi, nelle loro azioni appaiono geniali e nel loro modus operandi pure simpatici. E le vittime? Principalmente dei creduloni, alcuni per indole altri perché scossi da tragedie personali. Come dice l’autore stesso, la miglior truffa è quella che ne rende la vittima parte in causa, cosicché alla scoperta del raggiro non possa denunciare l’accaduto senza perdere di credibilità, di stima e d’amor proprio. Tuttavia, quasi ogni truffa finisce, prima o poi, per fare i conti con la giustizia, anche se spesso non sufficientemente rigida data la portata del reato. E quando non c’è denuncia sono spesso i truffatori stessi a autodichiararsi colpevoli o a raccontare le loro imprese in grandi autobiografie. C’è un certo orgoglio nel proprio genio di truffaldini di professione. Perché in effetti molti di loro ne hanno fatto una vera professione, o meglio, uno stile di vita fin da piccoli. Quello su cui infatti il libro si concentra sono proprio le storie personali di questi simpatici impostori che, inserite all’interno di uno specifico contesto storico, li portano ad agire rendendo possibili le loro imprese.

L’autore adotta uno stile di scrittura limpido e divertito e in questo modo riesce a trasmettere il suo sorriso al lettore. La lettura scorre veloce, anche se, a dir il vero, non mancano importanti riferimenti storici. Appena accennati, certo, ma se si presta attenzione, il libro riporta alcuni dei più grandi avvenimenti, testimoniando anche il sentire di un’epoca, di volta in volta diversa in base al protagonista. Non mancano neanche una serie di riferimenti culturali, forse la caratteristica che più ho apprezzato di questo libro, accanto alla narrazione ovviamente. Pressoché ogni storia è costellata di riferimenti letterari, cinematografici, artistici. Una galleria di rimandi che, a voler prestarsi a questo gioco, porterebbe a scoprire o riscoprire molte ed interessanti produzioni artistiche. Insomma, se non lo si è già fatto volta per volta, prima di passare da una storia all’altra, una volta finito il volume resta la voglia di stilare una lista dei riferimenti e richiami dell’autore e di spuntarla poi piano piano.

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