L’AMBIENTE DOMESTICO VISTO DALL’OBIETTIVO

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Martin Parr, "I think we are looking for a look that is established, warm, comfortable, traditional.", England, 1991. Martin Parr / Magnum Photos from Sign of the Time, Cornerhouse Publications, 1999

Situata al piano terra del complesso museale di Palazzo da Mosto a Reggio Emilia, la mostra Home is where one starts from indaga il tema dell’ambiente domestico, attraverso una selezione di libri fotografici che, in maniera differente e sotto diversi aspetti, offrono visioni di un dato momento storico e di determinate società. Si tratta di 35 fotografi, selezionati da Francesco Colombelli (Eleonora Agostini, Rachel Barker, Stanley/Barker, Carlo Bevilacqua, Lukas Birk, Julia Borissova, Karianne Bueno, Jim Campers, Peter Dekens, Deanna Dikeman, Errata Editions, Rannveig Einarsdòttir, Sébastien Girard, Yann Gross, Dragana Jurisic, Charlotte King, Csilla Klenyanszki, Karen Knorr, Jeffrey Ladd, Tom Licht, Louis Little, Noritaka Minami, Parallelozero, Martin Parr, Nicolas Polli, Zosia Prominska, Giorgia Ravaioli, Fabian Reimann, Ben Roberts, Ann Shelton, Paul Salveson, Max Siedentopf, Jana Sophia Nolle, Studio Sultan Studios, Bert Teunissen). Il punto focale è il luogo che abitiamo: un luogo legato al nostro passato, ma che, nei lavori degli artisti e dei fotografi, può diventare fucina di sperimentazioni visionarie, per guardare il mondo con occhi diversi.

Fotografia Europea 2021 ha previsto, per gli spazi della suggestiva dimora quattrocentesca, un percorso di visita che parte dal primo piano, con la mostra Thomas Demand e Martin Boyce. Camere che sognarono camere, per poi condurre il visitatore al piano terra, dove la mostra in questione si sviluppa in quattro sale espositive, ognuna delle quali viene introdotta da una didascalia che ne espone il contenuto. I photobooks, di cui alcune fotografie sono ingrandite ed esposte a parete, sono posizionati su tavoli per essere fruiti in comodità.

Gli spazi creano un’atmosfera intima e personale, che prepara all’incontro con l’immaginario proposto da ogni libro fotografico. L’allestimento è essenziale, valorizza le opere esposte ed il contatto con esse. Le didascalie, inoltre, spiegano sinteticamente i libri che si vanno ad incontrare permettendo un margine di interpretazione al fruitore.

La selezione che viene proposta mette in gioco molteplici sguardi sull’ambiente domestico, partendo dall’evocazione di memorie familiari, come in Daheim, dove Tom Licht documenta la sua casa d’infanzia e fa uno schizzo di quella sensazione imponderabile a metà strada tra sicurezza e alienazione, desiderio e separazione, che la sua città natale innesca retrospettivamente. Ne El libro de la Selva invece Yan Gross documenta l’Amazzonia, svelando degli aspetti meno conosciuti della vita delle popolazioni locali, mentre in Into the Silence. Eremiti del terzo milllennio Carlo Bevilacqua ci accompagna alla scoperta dei moderni eremiti e della loro scelta così radicale in antitesi con il fragore del nostro vivere. Con Home Alone. A survival guide di Max Siedentopf si approda ad una dimensione umoristica, in quanto il libro vuole essere una vera e propria guida di sopravvivenza domestica creativa e confortante in tempi di emergenza sanitaria.

Le evocazioni degli spazi domestici non sono mai neutrali, soprattutto quando vengono tirate in causa dallo sguardo profondamente soggettivo del punto di vista fotografico. Attraverso il confronto diretto e tattile con i libri, ogni visitatore si può appropriare in modo personale di quelle narrazioni visive, e mai come dopo quest’ultimo anno, possiamo dire che ognuno può davvero portare un proprio punto di vista sul tema dell’abitazione.

 

Quanto è concreta la coesistenza delle cose in uno spazio che noi raddoppiamo con la coscienza della nostra esistenza.

Gaston Bachelard, La poetica dello spazio, 1957

 

Mostra vista il 19 giugno 2021 a  Palazzo da Mosto, Via Giovanni Battista Mari, 7, Reggio Emilia. Fino al 4 luglio: venerdì, sabato e domenica 10:00 – 20:00.  Info: Fotografia Europea | Reggio Emilia

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