Soundscreen Film Festival, note di cinema

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Metropolis (1927) di Fritz Lang

Una platea di spettatori in trepidante attesa, un grande schermo illuminato e una musica che riempie ogni angolo della sala armonizzando insieme i cuori: questo è il cinema che ci è mancato e che finalmente è pronto a tornare a Ravenna con la nuova edizione del Soundscreen Film Festival. Dal 25 settembre al 2 ottobre il Palazzo del Cinema e dei Congressi ospiterà un programma che si fa sempre più ricco ogni anno, proponendo sonorizzazioni dal vivo, film in concorso e rassegne collaterali.

Come ogni anno, la grande chicca del festival sono le sonorizzazioni dal vivo, che accolgono la sfida di abbinare la musica contemporanea alle immagini in bianco e nero dei capolavori del cinema delle origini. Quest’anno in programma ci saranno due grandi pilastri della storia del cinema: la versione restaurata di Metropolis (1927) di Fritz Lang, simbolo del cinema espressionista nonché primo strepitoso esempio di cinema di fantascienza (30 settembre), e L’uomo con la macchina da presa (1929) di Dziga Vertov, una delle massime espressioni dell’avanguardia cinematografica sovietica (1 ottobre). A sonorizzare dal vivo le immagini di questi due pietre miliari saranno rispettivamente il duo composto dal musicista Luca Maria Baldini e dalla violinista italo-spagnola Eloisa Manera, che per l’occasione utilizzano campionature di suoni della città di Milano per dare vita e un paesaggio sonoro dal quale emergono i temi musicali composti attraverso l’uso di sintetizzatori, archi, chitarre, con atmosfere jazz e swing; e il duo composto dai chitarristi e compositori Paolo Spaccamonti e Stefano Pilia che dà vita a un commento musicale composto da effetti sonori e trame di chitarre elettriche. Le sonorizzazioni però non finisco qui: in programma anche Dog Star Man, una serie di corti del regista di culto Stan Brakhage che prendono vita sulle note di Gianluca “Jazza” Guerra (1 ottobre), e due grandi produzioni originali nate appositamente per il Soundscreen Film Festival, Il colore del melograno (1969) di Sergej Paradžanov accompagnato dal trio d’eccezione formato da Bruno Dorella, Stefania Pedretti e Giovanni Lami che apre il festival, e il noto Dracula (1931) di Tod Browning che chiude la rassegna con la sonorizzazione di Massimo Zamboni, Simone Beneventi e Cristiano Roversi.

Il programma del Festival prosegue poi tra novità e conferme. Tornano, ovviamente, i due concorsi cuore della rassegna: il Concorso Internazionale per Lungometraggi, che quest’anno conta undici film selezionati, e il Concorso Internazionale per Cortometraggi, con ben ventidue concorrenti. Dai film selezionati emerge non solo una grande varietà geografica, con oltre venticinque nazioni rappresentate, ma anche uno spiccato gusto per i più svariati generi cinematografici, in grado di fornire un vasto sguardo sugli orizzonti della produzione contemporanea. A questo proposito, il Festival propone come novità anche la possibilità di prendere parte alla proiezione notturna di un horror vampiresco, in concorso per la sezione lungometraggi. Per questa parte del programma, l’organizzazione ha deciso di optare per una versione ibrida del Festival, in presenza e con repliche online sulla piattaforma OpenDDB che permetterà a un pubblico più vasto di accedere alle proposte della rassegna. Al termine del Festival verranno assegnati i premi al Miglior Film, alla Miglior Regia e al Miglior Contributo Musicale, che da quest’anno sarà dedicato a Maurizio Principato, collaboratore del festival prematuramente scomparso.

Tra le novità c’è invece la neonata sezione Soudscreen.Er, realizzata in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e che celebra per l’appunto il cinema nostrano, portando in sala tre ultime grandi produzioni e i loro protagonisti: Il Fotografo del Rock di Anna Bianco e Giulio Filippo Giunti (26 settembre) che racconta la lunga carriera del fotografo Michael Putland,  Est – Dittatura Last Minute di Antonio Pisu (2 ottobre), fiction ambientata nel 1989, poche settimane prima della caduta del muro di Berlino, e We Are The Thousand – L’incredibile storia di Rockin’1000 di Anita Rivaroli (2 ottobre), che racconta l’emozionante avventura di Rockin’1000 a Cesena.

Alla nostra regione è dedicato anche l’omaggio a un grande nome della musica romagnola: Raoul Casadei. In programma infatti il documentario Il Re Del Liscio – Storia di Raoul Casadei di Massimiliano Valli e Angela Gorini (26 settembre), che offre un ritratto a tutto tondo di questo mitico personaggio che ha fatto conoscere e amare in liscio in tutto il mondo.

Ultimo, ma non di importanza, tassello che completa il ricco programma di quest’anno è l’anteprima di Piazzolla – La Rivoluzione Del Tango (29 settembre), il film di Daniel Rosenfeld che ripercorre attraverso alcune immagini d’archivio la vita di Astor Piazzolla, il leggendario compositore che rivoluzionò il tango.

Oscillando tra capolavori del passato e produzioni del presente, il Soundscreen Film Festival si conferma un imperdibile appuntamento che celebra il cinema, la musica e il loro indissolubile rapporto. Un appuntamento che conferma la ricchezza culturale che una città come Ravenna può e continua ad offrire di anno in anno.

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