Discorsi: spettacoli, brindisi, festa

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Massimo Civica - ph Francesco Tassara

 

Da venerdì 20 a lunedì 30 maggio la stagione di Agorà prosegue nel Bolognese con Discorsi, progetto speciale di Agorà a cura di Nicola Borghesi, che “nasce per celebrare, per festeggiare, per tenere dei discorsi”.

Venerdì 20 apre Un discorso sul teatrostudio, incontro tra Stefano Randisi, Enzo Vetrano e Nicola Borghesi. La storica coppia teatrale formata da Vetrano e Randisi, cuore pulsante di una tradizione teatrale antichissima e contemporanea, incontra Nicola Borghesi, regista trentacinquenne, nei corridoi dei teatri che comunemente frequentano. Si conoscono, si parlano, si vanno reciprocamente a vedere in scena. Tra loro scatta una strana, ineffabile scintilla, che ha a che fare con una forma di amore per il teatro che non sanno bene definire, ma che sentono comune. Le loro vite teatrali sono lontane anni luce, appartengono a mondi incomparabili, eppure hanno molte cose da dirsi. Ci sono, forse, molti misteri, che devono essere ascoltati e trasmessi. Un qualcosa di immutabile che, da sempre, porta sul palcoscenico chi ha deciso di dedicare ad esso la propria vita. Un discorso sul teatro è il primo momento in cui proveranno a raccontare, in scena, questo strano incontro (ore 21- Teatro Alice Zeppilli, di Pieve di Cento, p.zza Andrea Costa 17).

Sabato 21 si prosegue con Parole Imbrogliate, lezione-spettacolo su Eduardo De Filippo a cura di Massimiliano Civica, che in modo divertente e pieno di leggerezza racconta aneddoti, storie, detti memorabili e vita del grande maestro napoletano. Eduardo qualche anno prima di morire dichiarò che voleva lasciare dietro di se “Tutto ‘mbrugliato”, ovvero tutto confuso, non ricostruibile in una prospettiva di biografia storica. Eduardo era convinto che contassero sole le opere, non la vita personale dei loro creatori. Non voleva essere santificato e “monumentalizzato”, voleva lasciare solo un punto da cui i giovani potessero ripartire per conto loro. Questa lezione-spettacolo è un viaggio senza speranze nel gomitolo imbrogliato dell’arte di Eduardo (ore 21 Biblioteca Mario Luzi , via Giacomo Matteotti, 123 San Pietro in Casale). (ingresso gratuito)

Venerdì 27 la Compagnia Fettarappa Sandri / Guerrieri è ospite con Apocalisse tascabile, spettacolo vincitore In-Box 2021, Premio della Critica al Nolo Fringe Festival, Premio Giurie Unite Direction Under 30, Festival Dominio Pubblico 2020. Apocalisse Tascabile è un atto unico eroicomico che con stravaganza teologica tratta della fine del mondo vista da svariate prospettive, tra le quali preponderante è quella di due giovani “scartati”, liquidati e messi all’angolo perché inutili. La fine del mondo è allora per loro quasi un’occasione di vendetta, una rivincita presa sull’indifferenza subita. Uno spettacolo a doppiofondo: la fine del mondo è anche l’occasione per risvegliare quella “debole forza messianica” che secondo Benjamin si deposita in ogni generazione, in attesa d’essere portata alla luce per scardinare il mondo (ore 21-Teatro Biagi D’Antona, via G. La Pira, 54 Castel Maggiore). 

Sabato 28, è la volta dell’assolo di e con Marco D’Agostin, Best Regards, spettacolo creato per omaggiare Nigel Charnock, coreografo e regista britannico, eccellenza della danza internazionale, scomparso nel 2012. “Best Regards – precisa il coreografo trevigiano- è la lettera che scrivo, con otto anni di ritardo, a qualcuno che non risponderà mai. Ogni lettera viaggia da un presente a un altro che potrebbe non trovare ad aspettarla. Da questo presente io rivolgo a tutti gli spettatori lo stesso invito: cantiamo assieme di una nostalgia che ci riguarda, noi che non siamo arrivati in tempo per dire quello che volevamo.” Spettacolo presentato nell’ambito di E’ BAL – Palcoscenici per la danza contemporanea (ore 21-Teatro A. Zeppilli, piazza A. Costa, 17 Pieve di Cento).

Le giornate di domenica 22 e 23 e lunedì 30 sono dedicate alle tavole rotonde ospitate nelle sezioni Tenere banco e Che cosa racconteremo, che approfondiscono temi di volta in volta diversi. 

Tenere banco, a cura del regista e attore, nonché fondatore della compagnia Kepler-452, Nicola Borgesi, è soprattutto un modo per stare insieme, una festa fatta da un gruppo di artisti per non dimenticarsi che si è vivi e che ogni tanto occorre celebrarlo. Si beve, poi a volte qualcuno compare e tiene un discorso, propone un brindisi, si balla. Domenica 22 a partire dalle 19.00, ospiti del primo appuntamento sono: Paola Aiello, Nicola Borghesi e Paolo Nori, mentre domenica 29 si sta in compagnia di Chiara Bersani, Vittorio Continelli e Lodo Guenzi. ( ingresso gratuito)

Che cosa racconteremo, a cura del critico e studioso Lorenzo Donati, è un percorso nato nel 2021 in occasione del Festival Epica e che ora prosegue la sua traiettoria con la medesima convinzione, legata all’urgenza di allargare i perimetri di discussione collettivi. Così Donati: “In un società ferita e spaesata, al teatro vorremmo chiedere chiavi di lettura per elaborazioni collettive. Dopo il distanziamento e dentro a una mutazione “antropologica” delle relazioni, Che cosa racconteremo è un percorso di dialoghi pubblici nato nel 2021 in occasione del Festival Epica e che prosegue con l’urgenza di allargare i perimetri di discussione collettivi.”

Domenica 22 (dalle 17 alle 19) tema dell’incontro è Lopera darte al tempo della mutazione delle relazioni; con Nicola Borghesi, Marco D’Agostin, Roberto Magnani e Matilde Vigna, moderati da Gerardo Guccini, si indaga su come le tracce dei tempi che stiamo vivendo si stanno depositando nel fare artistico.

Domenica 29, invece, con Flavia Armenzoni, Alessandra Belledi (Associazione Micro Macro), Tamara Balducci (festival Le città visibili), Michele Di Giacomo (Fu.Me festival), Federica Rocchi (Festival Periferico) e Vincenzo Picone (I giorni dell’alambicco), moderati da Rodolfo Sacchettini, si esplorano le forme della direzione artistica (dalle 17.00 alle 19.00 Villa Salina Malpighi -via Galliera 2 Castel Maggiore)

Lunedì 30 (dalle 10 alle 13-DAMSLab,) ci si sposta a Bologna per l’incontro con Virgilio Sieni, Lorenzo Balbi (Mambo) e Massimo Carosi (Danza Urbana) su tema della creazione artistica e i suoi processi, fra partecipazione e domande della città. Modera Rossella Mazzaglia, saluti di Elena Di Gioia, Roberta Paltrinieri e Gerardo Guccini. (ingresso gratuito)

Che cosa racconteremo fa parte del progetto di ricerca del Dipartimento delle Arti di Bologna Teatri dopo il distanziamento. Mutamenti istituzionali, progettuali e dei linguaggi a effetto della realtà pandemica, tutor prof. Gerardo Guccini.

 

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