A proposito di Arte e Tecno-utopie: IOCOSE, Loops & Vectors

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IOCOSE, Studio per Critters of The Space, Unite!, 2022, Courtesy l'artista

 

Loops and Vectors è la prima personale di IOCOSE presso la suggestiva Palazzina dei Giardini di Modena fino al 26 febbraio 2023. In questa mostra vediamo raggruppate una serie di opere realizzate nel corso degli ultimi dieci anni, l’idea di base dell’esposizione parte da due tipi di movimento che distinguono i lavori esposti: il loop inteso come circolarità, ripetizione e il vettore inteso come movimento lineare.

Il progresso tecnologico ci porta a immaginare una serie di scenari futuri incerti: alcuni dipingono un presente migliore del nostro, altri una società distopica nella quale non vorremo mai capitare. Le opere di genere science-fiction hanno da sempre esplorato approfonditamente e fantasiosamente queste tematiche, ed è proprio a questo filone che il lavoro del collettivo di artisti IOCOSE si riallaccia, indagando narrazioni future dove il tema dell’innovazione tecnologica e dei suoi fallimenti è il focus centrale.

 

IOCOSE, #restroom #droneselfie #intimesofpeace, 2014, Stampa digitale su carta metallica, dibond, 80 x 80 cm, Courtesy l’artista

 

IOCOSE è stato fondato nel 2006 da Matteo Cremonesi, Filippo Cuttica, Davide Prati e Paolo Ruffino. Fin dal suo esordio ha concentrato la sua pratica sull’esplorazione di immaginari futuristici e sul progresso tecnologico, esaltandone le contraddizioni e soprattutto i fallimenti con un registro giocoso che fa ampio uso dell’ironia e della provocazione.

Post-Failure è il termine coniato dal collettivo per definire il proprio approccio alla visione del futuro, al fallimento delle tecno-utopie che si rivelano paradossali e catastrofiche, facendoci riflettere su chi giovi di questa spinta al progresso.

 

IOCOSE, Spinning the Planet, 2013, Video 2′ 18”, Courtesy l’artista

 

La prima personale a Modena

Possiamo infatti trovare il tema del mondo che va avanti in maniera ricorrente, un andare avanti inteso come progresso tecnologico ma anche come stesso movimento, a partire dalla rotazione dell’asse terrestre (come nell’opera Spinning the Planet del 2013) al movimento vettoriale di oggetti qualsiasi spostati manualmente che possiamo scrutare su video mentre camminiamo su un tapis roulant – anche noi, in qualche modo, spostandoci in avanti (Moving Forward, 2016 – in corso).

IOCOSE inventa mondi e narrazioni fantascientifiche per parlare del qui e ora, come nell’ultimo lavoro sul NewSpace, dove ci si immagina un futuro non troppo remoto in cui in cui le grandi major sono riuscite a colonizzare i pianeti.

Al centro della prima sala troviamo quindi una cupola geodetica (The Hollow Chorus, 2021) accompagnata da due animazioni video in loop con a tema la colonizzazione di Marte.

Le cupole geodetiche sono strutture architettoniche semisferiche composte da una serie di travi (le geodetiche) che si intersecano formando elementi triangolari. Questo genere di strutture è particolarmente popolare in ambienti quali la Silicon Valley.

Nella narrazione di IOCOSE, la società NewSpace investe nella promozione di insediamenti presso pianeti extraterrestri, il suo più grande investitore è Elon Musk e la cupola Hollow Chorus è un prototipo architettonico di come apparirebbero le abitazioni tipo di queste eventuali installazioni di società umane in pianeti extraterrestri.

A parole, è una cupola accessibile, un concetto che viene presentato “per tutti”.

Al centro di essa vi è un microfono appeso che invita i visitatori a prendere parte al karaoke lanciato nei video – di fatto, il microfono risulta irraggiungibile a causa dell’impedimento struttura architettonica stessa. NewSpace invita a prendere parte ai viaggi nello spazio economicamente insostenibili, costruisce un futuro di tecnologia avanzata, presentato come una rivoluzione per tutti – ma di fatto destinato a pochi.

 

IOCOSE, Free from Hystory, 2021, 3D, loops, Courtesy l’artista

 

Interplanetario e interspecie

Sempre con la stessa pungente ironia, IOCOSE estende la narrazione da umano a animale: ecco che quindi troviamo un fittizio pianeta extraterrestre in cui gli animali lanciati nello spazio durante la Guerra Fredda (come ad esempio la celebre Laika, eroina sovietica decollata con lo Sputnik 2 nel 1957) hanno continuato ad esistere fondando una propria società (Critters of the Space, Unite!, 2022). O ancora la brillante serie di Drone Selfies del 2014, in cui i droni sono immaginati come creature autonome dotate ormai di autocoscienza e vita propria al punto da scattarsi dei selfie allo specchio nelle loro case.

Da umani a droni dotati di volontà a nuove società animali a arti post-umani, IOCOSE esplora sogni elettrici di futuri possibili e lo fa con un registro giocoso e leggero, senza cadere in previsioni catastrofiche ma pur rimanendo molto critico verso quello che sembra un’unica direzione possibile di un unico futuro possibile in cui la possibilità di partecipazione reale della maggior parte di chi i pianeti li abita è esclusa.

 

IOCOSE, Pointing at a New Planet, 2020, animazione video 3D, loop, Courtesy l’artista

 

Da sempre, la fantascienza è stata uno dei generi prediletti per figurarsi futuri possibili partendo da dati reali. Le domande finali che il collettivo vuole farci sorgere sono: in che direzione stiamo andando? Quale futuro ci aspetta? È questo ciò che vogliamo davvero?

 

fino al 26 febbraio 2023 – Modena, FMAV, Palazzina dei Giardini, Corso Cavour 2 – ingresso libero

 

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