Santarcangelo Festival (non) è abbastanza

0
55
Ligia Lewis, A Plot _ A Scandal, ph. Moritz Freudenberg

 

Dal 7 al 16 luglio va in scena la 53esima edizione di Santarcangelo Festival: enough not enough.

Il claim indica una possibilità di mettersi in discussione confrontandosi con il mondo in cui viviamo. Cosa non siamo più disposti ad accettare? Di cosa sentiamo la mancanza? Come riuscire a condividere una realtà sempre più caratterizzata da disuguaglianze, ingiustizie e sfruttamento? Partendo dalle proposte delle artiste e degli artisti invitati – molti dei quali portatori di narrazioni poco presenti nel panorama mainstream occidentale – enough not enough intende indagare i nostri limiti di consenso e i punti critici che provocano il dissenso, preludio di ogni vero cambiamento.

La rassegna multidisciplinare diffusa a Santarcangelo di Romagna, per il secondo anno diretta dal curatore, drammaturgo e critico polacco Tomasz Kirenczuk, intende trasformare per dieci giorni il borgo medievale in una “città-festival”, affidando alle arti performative un’importante funzione: quella di essere spazio ibrido e stimolante dove sperimentare visioni alternative. Il corpo, insieme oggetto e soggetto dell’attività artistica, da fonte di discriminazione si trasforma in strumento di liberazione e punto di partenza per la costruzione della propria identità, alimentando la speranza di un futuro più equo e inclusivo in cui coesistere. 

“Santarcangelo Festival ha una sua precisa individualità che fa funzionare l’intera cittadina secondo una logica di azione completamente diversa da quella quotidiana. Santarcangelo non ospita solo la manifestazione, ma diventa una città-festival, una città-dialogo, una città-incontro, una città-festa” – afferma Tomasz Kirenczuk – “Mi affascina come i luoghi che la comunità di Santarcangelo offre ad artiste e artisti come spazio dell’arte diventino parte integrante delle narrazioni create in altri contesti sociali e culturali, anche molto diversi. Vorremmo che la 53esima edizione di Santarcangelo Festival fosse, soprattutto, un’esperienza autentica e profonda: individuale, comunitaria e aperta a nuovi modi di pensare e stare insieme”.

 

Emilia Verginelli

 

La maggior parte delle artiste e degli artisti protagonisti di enough not enough si muovono agilmente tra diversi generi performativi – teatro, danza, musica, arte visiva e discipline trasversali – senza rientrare in categorie e pratiche ben definite e incrociando culture ed estetiche differenti. Questa eterogeneità è strettamente connessa con il modo in cui gli artisti leggono il presente e lo portano in scena attraverso le più innovative tendenze della scena emergente globale.

Accanto ai grandi nomi internazionali della performing art quali la francese Rébecca Chaillon (originaria della Martinica, per la prima volta il Italia), le brasiliane Ligia Lewis e Ana Pi, la canadese Dana Michel e il tedesco Julian Hetzel in collaborazione con la performer sudafricana Ntando Cele, sono tanti giovani artiste e artisti che porteranno i loro spettacoli per la prima volta in Italia: la performer lituana Anna-Marija Adomaityte, l’interprete francese Nach, l’artista e attivista bielorussa Jana Shostak, il performer sudafricano Tiran Willemse e l’artista palestinese Basel Zaraa. Il debutto italiano del performer polacco-olandese Wojciech Grudzinski sarà supportato dal primo bando European Festivals Fund for Emerging Artists – EFFEA di European Festivals Association, mentre nell’ambito di BE PART – Art BEyond PARTicipation, Piazza Ganganelli ospiterà il progetto “The Guxxi Fabrika” dell’artista visiva e performer cilena Cote Jana Zuniga, anche lei al suo debutto italiano. Dopo il successo dell’anno scorso, tornano al Festival – con due nuovi spettacoli – Alex Baczynski-Jenkins, performer polacco-britannico, e Catol Teixeira, performer brasilian* non binari*, mentre la neozelandese Kate McIntosh è l’artista ospite del progetto di performance “in scatola” Samara Editions. Completano il programma internazionale, la performer svizzera Mélissa Guex, l’artista canadese multidisciplinare Clara Furey e l’artista giamaicano-norvegese Harald Beharie.

Tra le proposte italiane, oltre alla performer e autrice Chiara Bersani, alla danzatrice, performer e coreografa Cristina Kristal Rizzo e al duo formato dalla performer, attrice e autrice Silvia Calderoni e dalla performer, attivista e ricercatrice Ilenia Caleo, vedremo anche la performer, regista e artista visiva Eva Geatti, ColettivO CineticO e Francesca Pennini, il collettivo Dewey Dell, le performer e coreografe Giorgia Ohanesian Nardin e Sara Sguotti. L’attrice, performer e regista Emilia Verginelli e l’artista sonora e musicista Agnese Banti presenteranno due nuove produzioni, risultato del lavoro svolto nell’ultimo anno grazie a FONDO, il nuovo progetto dedicato al sostegno della giovane creatività, sviluppato da Santarcangelo Festival insieme a 12 partner nazionali.

 

The Guxxi Fabrika, ph. Andrejs Strokins

 

Anche quest’anno, il Festival presenterà gli esiti dei laboratori Let’s Revolution! / Teatro Patalò e della non-scuola del Teatro delle Albe, frutto di quattro mesi di lavoro con i ragazzi e le ragazze delle scuole medie e superiori di Santarcangelo.

Santarcangelo Festival prosegue inoltre la sua indagine sul mondo clubbing sperimentale, curata da Chris Angiolini, già direttore artistico dello storico club Bronson di Ravenna.

Il programma completo verrà annunciato giovedì 25 maggio.

Info info@santarcangelofestival.com | 0541 626185

,