Quando gli anziani impartiscono una severa “Lezione” ai giovani oziosi

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ph Tommaso Le Pera

Forse l’intento del testo scritto da Ionesco agli inizi degli anni ’50 voleva essere quello di evidenziare come il potere potesse avere molte forme, tra cui anche quella dominatrice dialettica del maschio anziano verso la giovane ragazza, come a dire la vecchia generazione manipolatoria contro le nuove generazioni che vogliono scardinare lo status quo. Potremmo banalizzare riducendo La Lezione (visto al Teatro Walter Chiari di Cervia; prod. Teatro Sannazaro di NapoliTS Friuli Venezia GiuliaAccademia Perduta) ad uno scontro anagrafico da una parte e di genere dall’altro con un grande nemico da sconfiggere: il maschio bianco etero cattolico over, qui condannato per la sua aggressività, spacciata per gentilezza, fino ad arrivare all’insopportabile e inammissibile violenza. Abbiamo assistito alla versione per la regia di Antonio Calenda con il protagonista Nando Paone (l’Adrien Brody nostrano), nel ruolo del professore, un attore che calca palcoscenici da cinquant’anni e che ha recitato per e a fianco di EduardoDino RisiVittorio Gassman e MonicelliBud Spencer e Lino BanfiFrizziMarisa LauritoJocelynOrsiniPaolantoniSianiMassimo Ranieri e Vincenzo Salemme, solo per citarne alcuni. Al suo fianco, nel ruolo dell’allieva, Daniela Giovanetti, ex danzatrice e direttrice del Teatro Basilica di Roma.

 

 

Una ragazza appena diplomata alla maturità scientifica vuole prendere alcune lezioni di riparazione per affrontare il concorso per la docenza. Comincia il gioco delle parti: all’inizio tutto è molto formale, lezioso, di maniera e affettato, le domande che il maestro porge alla fanciulla sono estremamente semplici e le risposte, ovvie e banali (Quanto fa uno più uno), creano un finto e sorprendente stupore e meraviglia da parte del docente esaltando le doti intellettuali della giovane. Ma appena le domande diventano minimamente più articolate, non complesse né difficili, la ragazza mostra tutti i suoi limiti (sa fare solo le addizioni e non le sottrazioni, anche con cifre minime) e le sue sterminate e sconfinate lacune. Il professore tenta di spiegare i vari passaggi con la logica e la deduzione ma la ragazza è arcigna, testarda e ferrea nel ribadire le sue soluzioni e nel continuare imperterrita a difendere i propri errori anche davanti all’evidenza. Potremmo vederla come il tentativo delle giovani generazioni contemporanee di screditare i cosiddetti boomer mettendone in discussione l’autorevolezza fondata sullo studio e sull’esperienza mettendo sul piatto della bilancia l’ignoranza, la noia, il diritto a non voler studiare e a stare tutto il giorno con il telefonino in mano senza apprendere nient’altro che futilità, stupidità e sciocchezze da social, il cosiddetto virale che diventa buono soltanto perché la maggioranza lo ha visto, non mettendo in conto di essere stata manipolata dall’algoritmo.

All’inizio sembra che ci sia attrazione tra i due caratteri, o meglio la ragazzina si fa intraprendente e ammiccante, non certo esplicita né provocante ma in un qualche modo malizioso, per attirare dalla sua parte il maestro, per farsi adulare, per minare la sua credibilità e levatura e abbassarlo alla sua cultura. Il professore sta al gioco perché evidentemente ha bisogno di quel lavoro e un’allieva soddisfatta è sicuramente meglio di una non appagata e tornerà a prendere altre lezioni. In questo gioco di attrazione e repulsione l’insegnante liscia la studentessa fin quando proprio non resiste più all’ignoranza dilagante e per giunta aggressiva della ragazza che non sa effettuare facili sottrazioni, che dice di saper contare all’infinito, almeno fino a sedici. La rabbia del prof è quella di trovarsi davanti un’analfabeta ma giovane e carina, sicuramente di buona famiglia perché ha i denari per delle lezioni suppletive, che farà strada nel mondo senza averne meriti né competenze, al contrario della sua esistenza ridotta, in età avanzata, a dare ripetizioni a figli di papà che non conoscono nemmeno il più elementare abc.

 

 

 

Lei crede che tutto le sia dovuto, è illogica e al tempo stesso sicurissima delle sciocchezze inculcatele in un cervello ancora vergine (vengono in mente i no vax, i trumpisti, i putiniani o i terrapiattisti), ripete a pappagallo non ascoltando gli insegnamenti pazienti ma continuando come un caterpillar a propugnare le sue risposte stupide, assurde e astruse, addormentandosi alle argomentazioni del precettore, annoiata, altera, insolente e presuntuosa come molti giovani che non rispettano le regole e non riconoscono più l’autorità di istruttori, genitori e forze dell’ordine venendo purtroppo giustificati da una società sempre con meno figli, sempre discolpati, scagionati da alibi e pretesti. Il professore conservatore e reazionario si altera sempre più e ribolle di rabbia verso tanta miseria culturale sentendosi dileggiato e denigrato nel suo ruolo fino alle estreme conseguenze vedendo la meritocrazia espulsa dall’oggi. Il pensiero unico (la bandiera nazista mostrata a identificare, secondo noi, la stoltezza della ragazza e non il potere esibito dell’uomo: il fascismo degli antifascisti, come sentenziava Ennio Flaiano) genera mostri, così come in RussiaCina o Corea del Nord sotto attacco e bombardamento continuo da decenni da parte della propaganda interna che elimina le riflessioni critiche e le idee libere. La ragazza è frutto del nostro tempo fatto da consumatori e non da cittadini, da utenti che vogliono il reddito di cittadinanza, da ragazzi deresponsabilizzati senza futuro che incolpano il clima, i genitori, gli adulti in generale e chiunque altro che non siano sé stessi.

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Sono laureato in Scienze Politiche alla Cesare Alfieri di Firenze, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2004 e critico teatrale. Ho scritto, tra gli altri, per i giornali cartacei Il Corriere di Firenze, per il Portale Giovani del Comune di Firenze, per la rivista della Biennale Teatro di Venezia, 2011, 2012, per “Il Fatto Quotidiano” e sul ilfattoquotidiano, per i mensili “Ambasciata Teatrale”, “Lungarno”, per il sito “Words in Freedom”; per “Florence is You”, per la rivista trimestrale “Hystrio”. Parallelamente per i siti internet: succoacido.it, scanner.it, corrierenazionale.it, rumorscena.com, Erodoto 108, recensito.net. Sono nella giuria del Premio Ubu, giurato del Premio Hystrio, membro dell'A.N.C.T., membro di Rete Critica, membro dell'Associazione Teatro Europeo, oltre che giurato per svariati premi e concorsi teatrali italiani e internazionali. Ho pubblicato, con la casa editrice Titivillus, il volume “Mare, Marmo, Memoria” sull'attrice Elisabetta Salvatori. Ho vinto i seguenti premi di critica teatrale: il “Gran Premio Internazionale di critica teatrale Carlos Porto '17”, Festival de Almada, Lisbona, il Premio “Istrice d'Argento '18”, Dramma Popolare San Miniato, il “Premio Città di Montalcino per la Critica d'Arte '19”, il Premio “Chilometri Critici '20”, Teatro delle Sfide di Bientina, il “Premio Carlo Terron '20”, all'interno del “Premio Sipario”, “Festival fare Critica”, Lamezia Terme, il “Premio Scena Critica '20” a cura del sito www.scenacritica.it, il “Premio giornalistico internazionale Campania Terra Felix '20”, sezione “Premio Web Stampa Specializzata”, di Pozzuoli, il Premio Speciale della Giuria al “Premio Casentino '21” sezione “Teatro/Cinema/Critica Cinematografica e Teatrale”, di Poppi, il “Premio Carlos Porto 2020 – Imprensa especializada” a Lisbona. Nel corso di questi anni sono stato invitato in prestigiosi festival internazionali come “Open Look”, San Pietroburgo; “Festival de Almada”, Lisbona; Festival “GIFT”, Tbilisi, Georgia; “Fiams”, Saguenay, Quebec, Canada; “Summerworks”, Toronto, Canada; Teatro Qendra, Pristhina, Kosovo; “International Meetings in Cluj”, Romania; “Mladi Levi”, Lubiana, Slovenia; “Fit Festival”, Lugano, Svizzera; “Mot Festival”, Skopje, Macedonia; “Pierrot Festival”, Stara Zagora, Bulgaria; “Fujairah International Arts festival”, Emirati Arabi Uniti, “Festival Black & White”, Imatra, Finlandia.

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