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E’ il gelo a possedere una sua fragranza impalpabile che si diffonde lungo le strade di Bologna, in questo novembre che cede il passo all’inverno, ai barometri oscillanti e alle foglie morte. Anche i Bad Plus conoscono da vicino il freddo, eccome. Il Minnesota non è certo uno stato che concede sconti alle temperature nella confederazione di terre a stelle e strisce.

Arrivano all’ombra delle torri affrontando un viaggio estenuante da Tokyo, ma tutto questo è solo colore, indelebile aggiungerei. Insieme dal 2000, anno di pubblicazione del loro primo disco, la formazione composta da Dave King alla batteria, Reid Anderson al contrabbasso e Ethan Iverson al pianoforte, si è imposta sulla nuova scena jazz internazionale grazie al loro cromatismo e alla loro poliedricità.

Una vasta policromia di rarefazioni mista a contaminazione, dove i contorni tra jazz, rock, pop e sperimentazione, si intersecano nel fuoco sacro che contraddistingue i loro live. Il loro ultimo disco, “Made Possible” del 2012, segna un avanzamento, un’evoluzione nella poetica del combo di Minneapolis, che all’interno del Bologna Jazz Festival, ha segnato il suo ritorno in Italia.

Alle Scuderie, nel centro storico di Bologna, le sedie non sono tutte occupate, alcuni posti vuoti nelle ultime file sono rimasti, ma non importa: il pubblico c’è e ha tanta voglia di musica. Apre il concerto “Pound for Pound”, splendida ballad suonata quasi sottovoce, crea un registro linguistico che pervaderà tutto il concerto, seguita invece da un pezzo veloce e metronomico, dove il post-rock dei Tortoise si mischia con cose alla Chicago Underground Quartet. Sferzate di ritmo, dove l’animalità e la classe di Dave King, fanno ballonzolare le nostre teste di plastilina, seguendo i fuochi pirotecnici dei ritmi dispari.

Un concerto senza cadute di intensità, quello dei Bad Plus che, gigioneggiando con tanta classe tra i diversi stili, anche con siparietti divertenti, fanno volare un’ora e più di tempo, concedendo a gran richiesta un bis.

Il gelo di via Petroni a due passi da lì, si tramuta in condensa nelle vetrine dei market sdentati, mentre pure i nostri passi si fanno incerti all’idea di abbandonare la musica, la sacralità vivificante del jazz. Il tributo all’anima e alla carne di una grande rock an roll band al jazz moderno. Signore e Signori, ecco a voi Bad Plus.

 

MARCO BOCCACCINI

 

Visto a Bologna, Le Scuderie, piazza Verdi, 22 novembre

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