Teatro Studio Krypton, Perduto Pinocchio - foto di Stefano Ridolfi

 

Teatro Studio Krypton, Perduto Pinocchio - foto di Stefano Ridolfi
Teatro Studio Krypton, Perduto Pinocchio – foto di Stefano Ridolfi

 

Debutta in prima nazionale il 16 gennaio alle ore 21.00, al Teatro Studio di Scandicci Perduto Pinocchio, testo e regia di Virginio Liberti, protagonista Tommaso Taddei, repliche fino al 26 gennaio. Il Teatro Studio Krypton torna a collaborare, dopo lo spettacolo cult Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard Marie Koltes, con l’artista brasiliano Liberti, affidandogli la regia della sua ultima produzione che inaugura la stagione teatrale 2014 Italia Centrale – la convergenza delle arti, ideata da Giancarlo Cauteruccio.

La drammaturgia originale di Liberti vede in scena un uomo adulto, solo, incarnato dal giovane attore toscano Tommaso Taddei. Pinocchio nel romanzo di Collodi è stato un pezzo di legno, burattino, ciuchino, bambino. In Perduto Pinocchio il personaggio è chiuso nella sua stanza, fatiscente e disordinata, che rispecchia un essere perduto, sulla soglia dell’abisso psichico, che qui diventa  il teatro della sua memoria. Una memoria poco privata, trattandosi di Pinocchio, che riemerge attraverso le figure dei vari animali che popolano il testo collodiano. Grillo, Lumaca, Lucciola, Gatto, Volpe, Pulcino, Civetta e molte altre bestie tornano attraverso un’elaborazione video che contamina umano e animale, si riaffacciano e invadono la mente e la dimora dell’ex burattino trascinandolo in un viaggio che ripercorre la sua infanzia e le sue  metamorfosi. La favola ricordata, decostruita, frammentata, contesa, confusa dalle immagini e dalle voci degli animali si trasforma e in un crescendo sfrenato diviene una zuffa, una corsa sguaiata a rotta di collo verso il delirio.

Teatro Studio Krypton, Perduto Pinocchio - foto di Stefano Ridolfi
Teatro Studio Krypton, Perduto Pinocchio – foto di Stefano Ridolfi

 

Lo spettacolo si avvale della scena di Loris Giancola, dei costumi di Massimo Bevilacqua, delle immagini video di Alessio Bianciardi, delle elaborazioni sonore e vocali di Marco Cardone e delle voci off di Giancarlo Cauteruccio, Rossana Gay, Massimo Grigò, Carlo Salvador, Emiliano Terreni, Alessio Martinoli, Ciro Masella, Francesco Pennacchia, Laura Bandelloni, Loris Giancola, Daria Balducelli, Massimo Bevilacqua, Alessio Bianciardi, Marco Cardone, Pina Izzi, Anna Giusi Lufrano, Olmo Fantini, Carlotta Rovelli, in un cast che mette insieme attori professionisti e tecnici e componenti della compagnia Teatro Studio Krypton.

Teatro Studio Krypton, Perduto Pinocchio - foto di Stefano Ridolfi
Teatro Studio Krypton, Perduto Pinocchio – foto di Stefano Ridolfi

Qui di seguito una nota di Virginio Liberti sulla drammaturgia:

«Il mio Pinocchio incomincia là dove termina la favola di Collodi, dal momento in cui il grezzo tocco di legno poi legno scolpito poi burattino animato, diventa umano. Pinocchio è per me la storia di una vita e le sue metamorfosi, molto kafkiana come esistenza, molto kafkiana per il suo dolore, per la sua ironia, per il suo sadismo. Lo spettacolo inizia 40 anni dopo la meritata metamorfosi-premio per buon comportamento di Pinocchio, in scena un uomo adulto, solo, senza famiglia, senza amici, e senza Geppetto, fata e animali e insetti parlanti. Ecco il nostro Pinocchio con la sua esistenza …fallita ? felice ? Eccolo con la nostalgia di un tempo passato, quando non conosceva l’apatia o il vuoto, allora il piccolo Pinocchio era completamente proiettato verso il tempo futuro, desiderando la sua premiata umanità, ignaro della sofferenza per amori non corrisposti, delle malattie del corpo, delle malattie dello spirito o l’angustia nel trovarsi perso nel labirinto dei propri pensieri, senza una voce amica a guidarci. Quel Pinocchio non conosceva ancora il suo destino, e fin qui tutto normale, nessuno di noi conosce la vita futura, ma il tempo passa e ora in scena vediamo l’uomo Pinocchio fare un bilancio del suo umano libero arbitrio. Da questo qui e ora scenico inizia il suo viaggio nella sua memoria, per cercare il suo vero Essere, là dove non c’era ancora il suo Essere ma soltanto la speranza e il desiderio di essere diverso da se stesso… di non essere più burattino… ecco… questo… trovato! L’uomo Pinocchio non ha più speranze e desideri, e se prima non assomigliava a nessuno perché era Pinocchio il burattino parlante, unico al mondo, adesso provato adulto, e adulto provato, lui è Pinocchio l’uomo parlante… un essere umano come altri ma privo di un naso che si allunga e si accorcia, incapace di dialogare con specie diverse, di vedere e comunicare con l’invisibile magico. Prima lui era, senza aver scelto e senza nessuna fatica, una creatura eccezionale, ma adesso deve fare i conti con la difficoltà di ogni essere umano a diventare speciale, unico al mondo. E ti domando, caro Pinocchio, sei ancora felice della tua premiata umanità? Nel tuo bilancio esistenziale hai capito cosa hai guadagnato e cosa hai perso? E quanto, e come ti ricordi del fu Pinocchio burattino? Hai mai provato a raccontare agli umani il tuo passato legnesco ? Vorresti essere creduto dagli altri ? Non hai paura di diventare, ora uomo adulto, un fenomeno da baraccone come il fu Pinocchio burattino nel teatro di varietà di Mangiafuoco ? Pensi davvero che il teatro possa ridarti la singolarità e la vitalità del tuo remoto essere marionetta? Credi che il teatro possa compiere questo viaggio spazio-temporale? Illudendo il pubblico riuscirai a non illudere te stesso? Ti fidi così tanto della tua memoria? Ma come farai a trovare, a ritrovare la tua Verità tramite il fingimento teatrale? Il tuo Essere abita nel Tempo passato della memoria materializzato nel tempo presente della scena? Ma, caro Pinocchio, pensi davvero che la tua autobiografia possa interessare a qualcuno? Dimmi la verità… quanto c’è di verità nella tua autobiografia scenica?»

 

dal 16 al 26 gennaio, ore 21.00 (20 gennaio riposo), Perduto Pinocchio, Teatro Studio Krypton, Via Donizetti 58, Scandicci, info 055 7591591, teatrostudiokrypton.it

 

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