osteria vito

A San Giovanni in Persiceto c’è piazzetta Betlemme tutta affrescata, che è una meraviglia, dal grande scenografo Gino Pellegrini, uno che firmò robe tipo Uccelli di Hitchcock, 2001: Odissea nello Spazio, West side story… guardate su Internet e ci troverete pure Mary Poppins, Un maggiolino tutto matto, Indovina chi viene a cena, ecc.

Riaffrescava la piazzetta ogni anno per la festa del paese, poi smise e la piazzetta è rimasta come la lasciò l’ultima volta: splendida! In angolo c’è una piccola costruzione che una volta era la rimessa dei cavalli dei birocciai e successivamente la sede della Cooperativa Sociale di Consumo: la Coop d’inizio ’900 che smerciava farina, grano, ecc. Ora è tutta a pietra a vista e il mio amico Vito ci apre un’osteria. Da attore consumato e gastronomo infaticabile ne ha fatto una piccola chicca: un rustico classico con i tavoli tedeschi di Germania nell’unica grande sala dove l’atmosfera resta raccolta, con i santi e le madonne, sacre icone bucoliche delle nostre campagne appese al muro. Di lato una saletta piccola, la sala Zavattini, dal nome di un quadro firmato dall’autore medesimo. In cucina, a seguire gli insegnamenti dello zio Vito e del nonno Roberto Bicocchi, il giovane cuoco Lorenzo Galli: una promessa mantenuta.

Fanno i manfetti coi fagioli, che è una minestra di ripiego di quando le donne di casa sbagliavano a fare la pasta. Se gli veniva troppo dura e non riuscivano a tirarne fuori una sfoglia, la tagliavano in fettine che facevano seccare e poi ci davano sopra di coltello finché non ne venivano fuori milioni di puntolini che facevano seccare anche quelli. Lessavano i borlotti con un gambo di sedano una carota; a parte facevano un sughetto di aglio prezzemolo e concentrato di pomodoro; poi da Vito i fagioli li passano tutti, li allungano col loro brodo di cottura, ci mettono il sughetto e infine ci cuociono dentro i manfettini. Un po’ di olio crudo, pepe e in tavola!

Sono tutte ricette di una volta, buone, buonissime perché qui le fanno con ingredienti di prima qualità. A casa di Vito la sua mamma, la Paola, fa la salsa rossa per il bollito: sdadolizza piccolini, piccolini zucchine peperoni, gialli, verdi e rossi e melanzane. Soffriggono in un po’ d’olio e poi stufano con del brodo di carne, aggiunto poco alla volta, dopo un po’ ci aggiungono anche del passato di pomodoro, e poi cuociono per quasi due ore con un po’ di sale e pepe. Questa salsa la fanno anche all’osteria che ha inaugurato lo scorso 12 dicembre. Andateci! Andateci, mangiateci, voi che potete, e poi mi fate sapere. Mangiate voi, ve ne prego… che io sono a dieta rigida, non posso assaggiare niente di niente, e allora cosa ci vado a fare?
Osteria Vito – via Betlemme 31 – San Giovanni in Persiceto – tel. 3920462046

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