Le voci di dentro - foto Fabio Esposito
Le voci di dentro - foto Fabio Esposito
Le voci di dentro – foto Fabio Esposito

Dopo l’Oscar per La grande bellezza, torna a Ravenna Toni Servillo. Da lunedì 14 a giovedì 17 aprile alle 21 l’interprete e regista campano in coppia col fratello Peppe, attore e a cantante degli Avion Travel, porta in scena Le voci di dentro di Eduardo De Filippo. 
Lo spettacolo, prodotto da Teatri Uniti, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Teatro di Roma, chiude la stagione di Prosa 2013/2014 dopo aver toccato in una tournèe mondiale da Londra a Marsiglia, da Chicago a Girona, da San Pietroburgo a Parigi. Dopo la il successo de la Trilogia della villeggiatura, e a dieci anni di distanza dal successo di Sabato domenica e lunedì, Servillo torna dunque al lavoro sulla drammaturgia napoletana. Salutato da un travolgente successo di critica e pubblico, Le voci di dentro fu scritta in una sola settimana a causa della malattia di Titina De Filippo – che avrebbe dovuto debuttare nella compagnia del fratello con La grande magia – e fu rappresentata per la prima volta l’11 dicembre 1948 a Milano, al Teatro Nuovo. 

Eduardo scrive questa commedia sulle macerie della seconda guerra mondiale, ritraendo con acutezza una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la società, non solo italiana, per i decenni a venire. La trama è quanto mai contemporanea: Alberto Saporito denuncia, con il fratello Carlo, l’assassinio dell’amico Aniello Amitrano scomparso da qualche giorno, da parte dei Cimmaruta, suoi vicini di casa. Quando però la polizia irrompe in casa Cimmaruta senza trovare alcuna prova, Alberto lentamente si rende conto di aver sognato tutto. I Cimmaruta, scagionati, ad uno ad uno confessano ad Alberto di credere possibile l’omicidio, e finiscono per incolparsi a vicenda, cercando di sapere di quali prove sia in possesso. Alberto rischia l’arresto per reticenza, mentre i Cimmaruta ordiscono un piano per sopprimerlo. Infine Aniello riappare e solo ora Alberto può sfogare il suo sdegno verso l’immoralità quotidiana, verso coloro che hanno creduto possibile il delitto tentando prima di corromperlo e poi di ucciderlo. 

“Le voci di dentro– spiega Toni Servillo – è un testo scritto come un’improvvisazione teatrale, sotto una furia creativa e fa uscire fuori le macerie morali, quelle che cambiano l’essere umano, il suo rapporto con il mondo e il modo di interfacciarsi con i suoi simili”. “Nella commedia – continua Servillo – Eduardo, pur mantenendo un’atmosfera sospesa fra realtà e illusione, rimesta con più decisione e approfondimento nella cattiva coscienza dei suoi personaggi, e quindi dello stesso pubblico. Ancora oggi sembra che Alberto Saporito, personaggio-uomo, scenda dal palcoscenico per avvicinarsi allo spettatore dicendogli che la vicenda che si sta narrando lo riguarda, perché siamo tutti vittime, travolte dall’indifferenza, di un altro dopoguerra morale.”

Le voci di dentro - foto Fabio Esposito
Le voci di dentro – foto Fabio Esposito

Tra gli attori che compongono la compagnia c’è anche il giovane Vincenzo Nemolato, cresciuto sotto la guida del regista Marco Martinelli nella non-scuola che fece a Scampia e Napoli nel 2004.

Giovedì 17 alle 17.30 si terrà inoltre al teatro Alighieri l’incontro a ingresso gratuito con Toni Sevillo, Peppe Servillo e la compagnia. Saranno presenti anche il direttore artistico della Stagione di Prosa Marco Martinelli, la direttrice organizzativa di Ravenna Teatro Marcella Nonni e il critico de la Repubblica Giulio Baffi.

Info: 0544 249244/55, ravennateatro.com

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