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Il magnifico giorno che verso i miei sedici anni comprai l’album Too Long In The Wasteland me lo ricordo ancora, venticinque anni più tardi – già, perché un disco così se lo ascolti all’età giusta e con il giusto grado di voglia di farsi impressionare, semplicemente non te lo scordi più. Da allora James McMurtry non mi ha mai tradito – ogni suo disco a casa mia è un vero evento, ossia devo averlo in mano il prima possibile, devo ascoltarlo finché non lo so a memoria, devo leggerlo come si deve perché James con le parole, da buon figlio dell’autore de L’ultimo spettacolo e di Voglia di tenerezza, a mio avviso è un mostro di bravura: chi se gli nomino suoi inarrivabili pezzi di maestria come Safe Side, Outskirts, You’d A’ Thought (Leonard Cohen Must Die), Carlile’s Haul, Just Us Kids, Saint Mary Of The Woods e soprattutto l’impareggiabile Choctaw Bingo, sa di cosa sto parlando.

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Chissà perché e per come (mai farsi troppe domande), James McMurtry è catapultato dal natio Stato della Stella Solitaria, per una unica visita europea, proprio nei pressi di Como – e capita che accada a pochi chilometri di dove vive chi scrive. E sempre chi scrive, che lo ha ammirato più volte con la sua band fuoco e fiamme la quale a fasi alterne comprendeva pure lo scomparso Ian McLagan (Small Faces, Faces, Rolling Stones, Billy Bragg, Bob Dylan), vederlo spoglio di qualsiasi sovrastruttura ed eseguire solo voce e chitarra i suoi pezzi di diamantina bellezza, viva l’egoismo!, mi ha regalato un preziosissimo tassello che non avevo sperimentato di un artista che semplicemente adoro. Peccato per chi, comunque, non abbia mai avuto la fortuna di vederlo nel suo classico costume elettrico con gruppo – vi sarà modo di rifarsi, bando alle lamentele!

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Seppur in versione concisa – peraltro, domanda delle cento pistole: ditemi che non paghereste oro per vedere Leonard Cohen, Gordon Lightfoot o Bob Dylan solo voce & chitarra? Se dite di no, mentite – appunto, seppur in versione frugale, la classe e lo spessore di James non si discutono, come non si può discutere la bellezza a 24 carati di veri e propri capolavori quali Copper Canteen, Choctaw Bingo – una versione to the bone che ha letteralmente rapito l’intera platea – e Carlisle’s Haul, tutti passati in rassegna in questa grande, intensa esibizione.

Per chiudere – che ci crediate o no, le miglior filiazioni artistiche del newyorkesissimo Lou Reed risiedono in Texas – per averne chiara rivelazione bussate alla porta di Alejandro Escovedo e ovviamente di James McMurtry.

CICO CASARTELLI

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