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Il re è tornato! Non che se ne sia mai andato, John Lydon fu Johnny Rotten è sempre lì che fa paura a tutti con la sua sporchissima classe e l’ascia oscillante pronta a decapitare qualsiasi banalità – che, se si vede la cosa dal punto di vista giusto, ha sempre fatto sembrare Elvis Costello e Joe Strummer due rocker mai usciti dal pub e, per giostrare a casa nostra, Giovanni Lindo Ferretti un pretino di campagna. Chi l’avrebbe detto che i Public Image Ltd. anche in reunion negli anni Dieci sarebbero stati rilevanti? Penso pochi – e invece, anche l’atto secondo della reunion è roba seria: già intitolarlo (quasi) come uno dei massimi classici di Burt Bacharach & Hal David per voce di Jackie DeShannon, spiega che Lydon, fra acme rinsecchita, denti marci, cranio stempiato e ascelle maleodoranti, in ogni caso è uomo di gran gusto. Insomma, benvenuti a What The World Needs Now…, nuova mirabolante avventura della società a responsabilità limitata Immagine Pubblica!

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Nella formazione attuale niente Keith Levine né Jah Wobble né Ginger Baker né Stevie Vai – ma tutt’insieme l’improbabile reclutamento di Bruce Smith (Pop Group), di Lu Edmonds (Damned, Mekons, Waterboys) alla chitarra e, colpo da maestro di Lydon, Scott Firth al basso, fra le altre cose noto a un certo punto per aver tirato le fila dietro le Spice Girls.

Glastonbury Festival 2013 - Day 4

Che ci crediate o no, What The World Needs Now… è quasi un disco folk-rock, per quanto possa sembrare strano per un tizio che ha inciso nientemeno che Never Mind The Bollocks, Here’s The Sex Pistols (1977), dove Johnny si diverte a saltare qui e là con la sua folle grinta, con quella sua villana voce declamatoria che fin da sempre ha preso molto da Kevin Coyne e con i testi che sono un puro godimento di provocazione verbale appunto degni, lo ricordiamo, di chi ha scritto un libro che si intitola nientemeno che Niente irlandesi, niente n@gr+, niente cani.

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Di grandi brani il lavoro ne è davvero pieno zeppo – e bisogna iniziare sicuramente con The One, folk-rock da finestre spalancate e aria fresca frizzante che a proprio modo sembra una rilettura trent’anni dopo della leggendaria Rise, forse il brano più di successo Public Image Ltd., quelli di Album/Compact Disc/Cassette (1986) con Steve Vai in formazione. Poi come non citare Shoom – il verso introduttivo recita «fuck you, fuck off, fuck sex, it’s bollocks» – paranoica disco music dove Johnny tira fuori una delle sue convulse performance che lo hanno reso un fuoriclasse, fuoriclasse veri mica di quelli che raccontano i giornali di oggi. Vogliamo continuare? L’attacco dell’album Double Trouble sembra roba che avrebbe potuto cantare il quasi sempre flemmatico William S. Burroughs se preso da un’attacco d’isteria, Bettie Page gioca al sesso sordido con l’immagine della famosa pin-up anni Cinquanta mentre Big Blue Sky in ben otto e passa minuti sembra prendere per i fondelli in forma pneumatica qualsiasi ballata dei U2 degli ultimi quindici anni abbondanti: a cantare vi è uno che si chiamava Rotten – con tutto il marcio che ciò comporta.

CICO CASARTELLI

PUBLIC IMAGE LTD. – What The World Needs Now… (PiL Official)

PiL in concerto: 10 Ottobre al Rivolta di Marghera (Venezia) e l’11 ai Magazzini Generali di Milano

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