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Mai come quest’anno Gender Bender, il Festival ideato e diretto da Daniele Del Pozzo e prodotto dal centro lgbt bolognese Il Cassero, sceglie di puntare sul corpo, sulle sue rappresentazioni e sul suo rapporto con le identità. In arrivo numerose proposte di danza, teatro, cinema e arti visive: alcune segnalazioni dal ricco programma coreutico.

Si avvale di una singolare tecnica di descrizione audio per non vedenti Misses and Mysteries della tedesca Antonia Baehr, spettacolo «tra coreografia, radiodramma e Nouvelle Vague Drag Show» ispirato a Il lago dei cigni di Marius Petipa. In RA-ME di Lara Russo agiscono tre performer: «A ognuno è affidata un’asta di rame, materiale rigido e apparentemente privo di vita. La caduta, la sospensione e la relazione di questi elementi creano sulla scena un paesaggio che unisce la temperatura calda dei corpi in movimento con le fredde architetture generate dalle aste». There we have been di James Cousins, spettacolo nato dalla lettura del romanzo Norvegian Wood di Haruki Murakami, è un duetto in cui la danzatrice letteralmente non tocca mai terra, mentre West End di Chiara Frigo si propone come «un’esplorazione del mondo dell’intrattenimento che innesta la tecnica del tip tap nel linguaggio della danza contemporanea», in una traiettoria vertiginosa di rimandi e citazioni che vanno dal vaudeville al cinema muto.

In scena a Gender Bender anche Aneckxander, assolo acrobatico del belga Alexander Vantournhout (nella foto di Bart Grietens) su musica per pianoforte di Arvo Pärt: «bilanciato tra tragedia e commedia, lo spettacolo è un autoritratto crudo, in cui il corpo allo stesso tempo si espone e cerca di sfuggire agli occhi indiscreti di chi guarda». Sono corpi non conformi quelli scossi dal desiderio in Goodnight Peeping Tom di Chiara Bersani, performer italiana che a partire dalla propria condizione fisica (è affetta da una forma medio-grave di Osteogenesi Imperfetta) ha costruito un percorso di ricerca artistica sul tema del corpo politico.

Rappresentazione ma anche esperienza: tra le novità della 14ª edizione di Gender Bender c’è Warm Up, una serie di workshop tenuti da alcuni coreografi ospiti al Festival e dedicati a piccoli gruppi di spettatori, guidati a provare alcuni semplici passi che saranno poi replicati dagli artisti in maniera compiuta sulla scena. In programma anche un percorso di formazione del pubblico a cura di Altre Velocità e alcune Masterclass per danzatori, professionisti e non. Siate curiosi, andate a Bologna. (michele pascarella)

 

27 ottobre – 6 novembre, Gender Bender, Bologna, luoghi e orari vari. Info: genderbender.it

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