Il vecchio cinema del passato non risulta mai così bello e contemporaneo come in occasione de Il Cinema Ritrovato che, grazie alle sue location e alle pellicole restaurate delle opere più meritevoli della storia del cinema, ogni anno incanta anche i non appassionati del settore. Il Cinema Ritrovato tornerà a Bologna dal 24 giugno al 2 luglio con un ricchissimo programma di proiezioni nell’ambito delle suggestive Piazza Maggiore e Piazzetta Pasolini.

Ciò che caratterizza in particolare l’edizione di quest’anno è la presenza, tra le diverse sezioni del Festival – Il Paradiso dei Cinefili, La Macchina del Tempo, La Macchina dello Spazio, Il Cinema Ritrovato Young and Kids –, di alcuni registi poco conosciuti oggi ma che meritano di essere riportati alla luce per l’importanza delle loro opere. Ognuno con la propria storia alle spalle, su alcuni ha influito l’inesorabile passare del tempo, su altri la censura geografica, su altri ancora snodi e incidenti della storia. Il Cinema Ritrovato si presenta così come un’occasione perfetta per restituire loro lo spazio che meritano.

In rappresentanza del cinema italiano ci sarà il regista Augusto Genina, firma di successo tra gli anni Venti e Cinquanta, destinato poi a scomparire dalla programmazione e dalla memoria per divenire semplice citazione all’interno dei manuali di storia del cinema. La sua regia si nasconde dietro  la diva Lou ise Brooks in « Prix de beauté », ma anche nelle note crepuscolari e classiste della commedia romantica “Addio Giovinezza”, seguita da “Cielo sulla Palude” con la quale trasformò la vicenda di Maria Goretti in mitologia cattolica.

Ad affiancare il cinema italiano, quello americano del regista K. Howard, passato alla storia per il suo “The Power and the Glory” perché chiaro antecedente di “Citizen Kane” di Orson Welles, nonché uno dei suoi pochi titoli ad oggi pervenutici. Insieme ad esso verranno proposti anche alcune delle altre sue pellicole riemerse, dei veri e propri capolavori degli anni Trenta realizzate in collaborazione con il fotografo James Wong Howe.

Samuel Khachikian sarà invece chiamato a rappresentare il cinema iraniano: la sua filmografia, quasi completamente sconosciuta allo spettatore occidentale, è ricca di capolavori di genere che danno vita, nella Persia degli anni Cinquanta, al filone noir e horror, fornendo al cinema un’impalcatura di cui non disponeva. Condividono  la medesima sorte i film del mauritano Med Hondo, i cui tre titoli scelti, inseriti all’interno della sezione World Cinema Project, rappresentano la nascita cinematografica d’una nazione, tra passione autobiografica e reinvenzione dei generi.

Conosciuto, venerato, amato, iconico e anche rivisitato è invece Jean Vigo, il regista al quale è dedicata un’ampia fetta del Festival di quest’anno che vedrà protagoniste alcune delle sue pellicole più famose, tra le quali “L’Atalante” e “Zéro de conduite” (Zero in condotta). Solo in questa occasione sarà però possibile vederli nella loro purezza originaria, così come Vigo le aveva pensate.

Dal 24 giugno al 2 luglio, Il Cinema Ritrovato, Bologna – info: festival.ilcinemaritrovato.it

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