Adulti che esplorano albi illustrati per l’infanzia e scrivono: due giorni di workshop residenziale con Silvia Vecchini a Ca’ Colmello, sulle colline bolognesi. Intervista a due voci

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Ca' Colmello

 

Alcune domande alla premiata autrice umbra e a Chiara Tabaroni, direttrice artistica della rassegna S.I.A – Sottili Innesti Amorevoli”, che ne ospita il laboratorio.

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Chiara, il primo elemento fortemente caratterizzante questa esperienza è certamente il luogo che la accoglie. Puoi presentarci brevemente Ca’ Colmello e la rassegna che lì organizzi?

Assolutamente il luogo è caratteristica fondante di questa rassegna, è spazio naturale che accoglie passi lenti e respiro ampio.

Ca’ Colmello casa laboratorio, sede della nostra associazione Baba Jaga, è un antico casolare immerso tra colline, calanchi e alberi… è casa, è natura, è un nido che accoglie. Qui si svolge la rassegna che percorre tutta l’estate, ed è giunta con determinazione e cura alla VII edizione. Ospiterà concerti e spettacoli nel meraviglioso anfiteatro e workshop residenziali, che spazieranno dall’illustrazione alla scrittura, dalla danza butoh alle arti performative indiane, dal teatro alle pratiche vocali.

Sarà come sempre un tuffo, un’occasione per guardarsi dentro e stare in ascolto… L’immersione in uno spazio naturale permette battiti nuovi e spiragli di ricerca… ci si colma nel qui ed ora, con riverberi che continuano a brillare nel dopo.

L’azione culturale ha sempre urgenza di ricondurre all’essenziale, alla radice, a un perché vero.

Silvia, a chi è indirizzato il workshop Una frescura al centro del petto. Esplorazione di albi illustrati e scrittura? E perché questo titolo?

Il titolo viene da un verso del poeta Giallâl ad-Dîn Rûmi così come è tradotto da Chandra Livia Candiani nel libro Ma dove sono le parole?. Una frescura al centro del petto, un luogo, afferma Chandra, che «abbiamo tutti, i mistici lo chiamano cuore o luogo tenero e soffice, o vera natura; i poeti, come Pascoli, il fanciullino, il bambino, oppure il selvaggio… È lì che vivono le parole».

A questo luogo, che nell’infanzia si presenta così vivace, dinamico, aperto, zampillante come una sorgente, ho dedicato una ricerca che ha coinvolto titoli del catalogo Topipittori, una realtà editoriale che si caratterizza per la qualità particolarmente alta, originale e sfidante dei suoi albi.

Da qualche tempo propongo agli adulti un tempo di sosta attorno a questa sorgente, un tempo per esplorare il rapporto tra albi illustrati e dimensione interiore dei bambini. Il workshop è aperto a tutti: insegnanti, educatori, genitori, lettori o appassionati di albi illustrati e letteratura per l’infanzia. Ma è pensato anche per chi ha interesse a scrivere attorno alla propria infanzia o che desidera sperimentare un laboratorio di scrittura residenziale in un luogo dove forte è la voce della natura. La natura, una presenza che dovrebbe essere irrinunciabile nella vita dei bambini e che negli adulti ha il potere di suggerire un contatto più diretto alla propria dimensione interiore.

 

immagine di Anais Tonelli tratta dal libro “Ascolta” di Giusi Quarenghi, edito da Topipittori

 

Quale posto ha e quale trattamento (artistico e, più in generale, linguistico) subisce l’autobiografia di ciascuno, in questo percorso?

Il punto di partenza è una riflessione sulla ricerca spirituale che si mette in moto nell’infanzia, senza tabu o pregiudizi. Attraverso la scrittura autobiografica, proveremo ad attingere a quella sorgente, a riattivare le nostre domande e la nostra ricerca.

Quale rapporto fra parola e immagine si instaura, nella tua pratica di lavoro durante il workshop?

Ci sono vari stimoli che le immagini potranno offrire al nostro lavoro attorno alla scrittura. Penso a una fotografia, a un oggetto della nostra infanzia che porteremo con noi a Ca’ Colmello, alle straordinarie immagini di albi illustrati che potremo osservare insieme e che faranno affiorare parole nascoste.

Ad altre immagini, scene, luoghi che fisicamente non sono più disponibili, non possono più essere guardate ma sono rimaste in noi e continuano influenzarci e a chiederci di essere esplorate. Nella scrittura autobiografica è possibile. È il lavoro attorno ai ricordi.

 

Silvia Vecchini

 

Chiara, come è avvenuta l’occasione dell’invito a Silvia a prendere parte all’edizione 2019 di S.I.A – Sottili Innesti Amorevoli?

Conosco Silvia da anni tramite la sua scrittura delicata e sensibile.
Qualcosa ha risuonato in me, poiché sono da sempre interessata anche al mondo dell’infanzia e al legame sottile tra parole scritte, immaginario, frammenti di vissuto personale…

Ho pensato quindi che potesse essere un incontro vivo e luminoso.

Esplorare albi illustrati, percorrerli nei significati nascosti, avere l’opportunità di scrivere immersi nel silenzio della natura, tutto questo racchiude in sé la tessitura dell’incontro con Silvia.

Quale desiderio avete, per questo workshop residenziale?

Chiara: Un desiderio…sempre così difficile metterlo a fuoco. Potrebbe forse stare in questa frase: accendersi di delicatezza, custodendo la forza delle parole. L’incontro è uno spazio bianco ancora tutto da scrivere, tra sguardi, corpi e presenza.

Silvia: Potrebbe essere un’occasione per ritrovarsi e un ritrovare una certa selvatichezza e delicatezza insieme. Qualcosa di fragile e non domato che dall’infanzia ci chiama e ci chiede di essere custodito. Un ritrovarsi per pronunciare un giuramento, simile a quello che troviamo negli splendidi versi di Mariangela Gualtieri: «Giuro che io salverò la delicatezza mia/ la delicatezza del poco e del niente/ del poco poco, salverò il poco e il niente/ il colore sfumato, l’ombra piccola/ l’impercettibile che viene alla luce/ il seme dentro il seme, il niente dentro/ quel seme. Perché da quel niente/ nasce ogni frutto. Da quel niente/tutto viene».

 

MICHELE PASCARELLA

 

15 e 16 giugno – Casa Laboratorio Ca’ Colmello, via Gesso 21, Sassoleone (BO) iscrizione obbligatoria entro il 30 maggio – info e iscrizioni: 349 2826958, 340 7823086, info@babajaga.it, www.babajaga.it.

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