E COSÌ SIA: ECOSIA! Un modo di aiutare l’ambiente nel nostro quotidiano

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La questione del cambiamento climatico è diventata (giustamente) argomento centrale nel dibattito internazionale contemporaneo. Problema più che serio poiché, come ampiamente dimostrato da tutti gli studi scientifici, nel giro di pochi decenni si assisterà al sempre più rapido susseguirsi di disastri ambientali in ogni parte del mondo. E non è più classificabile come banale psicosi catastrofista il prevedere carestie e implosioni di intere economie seguite dalla fuga di centinaia di milioni di persone dalle regioni colpite. Insomma, il problema del cambiamento climatico, causato soprattutto dalle emissioni di gas a effetto serra e dalla distruzione di interi ecosistemi in nome del progresso, non può più essere preso solo come tema per discussioni da salotto, ma va affrontato fin da subito con azioni concrete, che ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare, magari impegnandosi anche a cambiare le proprie abitudini.

Prendiamo ad esempio un gesto che compiamo quotidianamente come la ricerca di informazioni su internet: lo si può fare utilizzando Google, certo, ma si potrebbe anche farlo attraverso Ecosia, un browser che consente di effettuare ricerche in modo molto simile al colosso Google ma che si fonda sulla missione di «coltivare concretamente un mondo più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico» finanziando la riforestazione e facendo funzionare il proprio hardware usando solo energia da fonti rinnovabili.

Per fare ciò Ecosia ha costruito un sistema di finanziamenti che derivano direttamente dalle ricerche in rete tramite PPC (pay per click), ovvero il pagamento da parte dell’inserzionista che deriva da ogni click sul suo annuncio, ed Ecolinks, una tassa/donazione sugli acquisti online. Dalla somma di questi proventi circa l’80% viene riconvertito da Ecosia in attività di sostegno all’ambiente contenute nel «Progetto H».

Questo progetto prevede la consultazione di esperti in agricoltura per non impattare negativamente nel momento della riforestazione, ma anche la ricerca di rapporti tra governo e comunità per uno sviluppo sostenibile e il fronteggiamento alla deforestazione tramite l’acquisto di lampade a pannelli solari o stufe a basso consumo.

Ecosia è dunque un punto di partenza valido per cercare di aiutare l’ambiente nel nostro quotidiano. Ed è interessante sapere che se internet fosse considerato uno Stato, sarebbe il terzo consumatore di energia elettrica dopo Cina e USA, e se Ecosia fosse grande come Google riuscirebbe a piantare alberi per assorbire il 15% di CO2, ogni anno.

ECOSIA www.ecosia.org

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