Resilienza silenziosa: gli Ortisti di Strada

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Qualche anno fa vi avevamo presentato gli Ortisti di Strada, un gruppo di ragazzi che ha voluto portare la campagna in città, promuovendo pratiche di agricoltura sostenibile all’interno dei centri urbani. Ma per chi ancora non li conoscesse, chiariamo meglio di chi stiamo parlando.

Gli Ortisti di Strada nascono ufficialmente nel 2017 come Associazione di promozione sociale Arci. Come gli artisti di strada, lo spirito che li guida è la volontà di manifestare la creatività in luoghi pubblici, rendendola disponibile a tutti. “Nel nostro caso, la scelta di tale assonanza deriva dal fatto che anche noi ci sentiamo un po’ artisti […] questa nostra manifestazione artistica avviene prevalentemente negli ambienti di città, giustificando così la Strada in contrasto con il concetto di Ortisti”.

Già dal 2015 circa, al centro sociale Spartaco, si svolgevano i primi incontri tra ragazzi che si rendono conto di avere una passione in comune, e insieme scelgono di coltivare un piccolo orto proprio nel giardino dello stesso luogo; man mano si decide di espandere l’orto in un terreno incolto al di là della siepe che delimitava l’area, ripulendolo da macerie e sporcizia e ridandogli vita. Nell’arco di un paio di anni, le persone che si sono inserite sono aumentate, alcune di loro mettendo a disposizione diverse competenze, come Lorenzo Mancini di Legambiente, fino a scegliere di istituire un’associazione e di rendere quel piccolo orto qualcosa di più. Nascono quindi collaborazioni con il Comune di Ravenna per l’utilizzo di altri terreni e attività ed eventi che coinvolgono l’intera cittadinanza, in un dialogo sempre aperto anche con altre associazioni del territorio.

Affascinati dagli insegnamenti di Masanobu Fukuoca, gli Ortisti nascono come sostenitori del concetto di Agricoltura Naturale e Agroecologia come innovazioni rispetto all’attuale modello agricolo industriale della nostra società. Ma non solo: importanti spunti provengono dall’Agricoltura Sinergica di Emilia Hazelip e la Permacultura di Bill Mollison.

Siamo tornati a trovarli per conoscere come il loro progetto è cresciuto e trasformato. In compagnia di Alessio Piro, vicepresidente dell’associazione, con la sua guida abbiamo esplorato due tra gli spazi principali che fanno parte del progetto.

Dietro il Centro sociale Spartaco, in via Chiavica Romea 88, troviamo il primo Orto sinergico da dove tutto è iniziato. Uno spazio ricco di ogni tipo di coltivazione, anche quelle erbe spontanee che erroneamente e ingiustamente vengono chiamate erbacce e che porta con sé l’impressione di poter ritrovare in un angolo nascosto della città un piccolo paradiso naturale. Mentre in Via Patuelli, dietro le case popolari, troviamo un grande terreno, fino a poco tempo fa incolto e seccato dal sole e danneggiato dalla non cura, che oggi invece, grazie all’idea di tre studentesse e con l’aiuto degli Ortisti, ospita il Frutteto sociale Ravenna: centinaia di alberi ancora giovanissimi che un giorno daranno frutti, un terreno completamente rigenerato e tanta ombra, un bosco urbano; per ora, in questi primi anni in cui gli alberi non sono grandi, troviamo un altro orto con piante aromatiche come rosmarino, salvia, diversi tipologie di menta, erba cipollina, peperoncino, ma anche pomodori, zucchine e fragole (più nel periodo estivo) e tanto altro. Abbiamo visto concretamente che cosa significano i termini Permacultura e Agricoltura Sinergica scoprendo i modi in cui organizzano la coltivazione, senza impoverire il terreno, anzi arricchendolo, tutto ciò frutto di tanta tecnica, studio e passione.

Il Frutteto Sociale, in Via Patuelli

“Sulle fragole, ad esempio, puoi vedere questa paglia che le copre perché utilizziamo la tecnica della pacciamatura, ovvero raccogliamo foglie secche, erba tagliata o paglia e con questi copriamo i terreni coltivati, in modo che, da una parte, creino quell’ombra necessaria a limitare la crescita delle erbe spontanee, dall’altra diano nutrimento al terreno decomponendosi nel tempo” ci racconta Alessio. E aggiunge: “Un’altra tecnica importante che utilizziamo soprattutto d’estate è l’irrigazione goccia a goccia, che consiste nel far passare dei tubicini forati sotto il terreno: in questo modo rimane sempre umido dall’interno, utilizzando anche meno acqua, perché i raggi del sole non la colpiscono direttamente; quindi il terreno non si asciuga facilmente come quando, invece, si bagna la superficie con grandi quantità e spreco di acqua”.

Parliamo anche con Federico Bartolini, Presidente dell’associazione, che con la sua laurea in Scienze Ambientali porta da tempo il suo contributo con competenze, passione e continua ricerca. Ci illustra in modo semplice e in pratica cosa significa Agricoltura Sinergica: “Per Orto Sinergico o Agricoltura Sinergica si intende un tipo di coltivazione in cui il terreno ospita piante differenti, che convivono in sinergia, al contrario della monocultura, con lo scopo di mantenere un equilibrio del sistema. Creiamo delle con-sociazioni, ovvero la coltivazione nello stesso terreno di pomodori e legumi insieme, ad esempio, dove questi ultimi svolgono la funzione di azoto-fissanti arricchendo il terreno, che invece i primi tendono a impoverire. Avviciniamo quelle piante che possono in qualche modo aiutarsi a vicenda.”

Nel 2019 nasce anche l’Orto sinergico della Rocca Brancaleone, realizzato grazie al contributo degli abitanti della zona. Più di recente invece, ha avuto inizio Orteros in Via del Muro Lungo (una traversa di Via Marabina), altro orto sinergico ancora in fase di realizzazione.

L’idea è di crescere ancora, di portare più verde in città, in contrasto con la continua cementificazione del territorio. Proprio in prossimità del Frutteto Sociale, Federico ci racconta che vogliono abbattere una delle querce più antiche della città per costruirci un edificio.

Educazione, Divulgazione e Azione”: gli Ortisti si impegnano a sensibilizzare le persone alla possibilità di abitare una città più verde, incentivando l’autoproduzione (anche piccola e casalinga nei propri giardini o balconi, perché no), educando e facendo divulgazione sulle tecniche sostenibili di produzione attraverso eventi e attività aperte a tutti, anche ai bambini (che già partecipano con entusiasmo, principalmente chi abita nelle zone vicino agli orti), rendendo i cittadini soggetti attivi nella produzione del cibo, non solo mero consumatore.

Sia chi è iscritto all’associazione sia chi non lo è, chiunque avesse voglia di passare un po’ di tempo in natura, ma in città, può partecipare alla manutenzione degli orti e del frutteto. Nella pagina Facebook e sul sito degli Ortisti di Strada è possibile trovare tutti i contatti, gli aggiornamenti, tante curiosità e gli appuntamenti delle attività, quando finalmente si potrà tornare a organizzarle. A proposito del momento storico che stiamo attraversando, sul sito è possibile trovare le Regole di buona convivenza per limitare il contagio da Covid-19 nell’Orto.

 

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