Una fattoria per il futuro
Una fattoria per il futuro
Una fattoria per il futuro

Anche quest’anno gli scambi di semi mi hanno regalato una bella esperienza: incontri e reincontri, scambio di conoscenze e spunti per nuovi esperimenti, colturali e non solo. Sono tornata a casa con semi di piante che non ho mai coltivato prima, come l’ocra e le arachidi, di varietà particolari di zucche, pomodori, fagioli, eccetera, e di tanti fiori e piante utili, non solo da mangiare, come l’echinacea, il guado, la salvia sclarea…

Lo scambiosemi di Sorrivoli è un evento consolidato e in crescita, molto partecipato a cui seguirà, a metà maggio, lo scambiopiantine: prossimamente vi aggiornerò su questa iniziativa, sicuramente interessante.

Al csa Capolinea ho avuto modo di scoprire che cos’è il food forest (detto anche giardino foresta), un “bosco commestibile pianificato” che si può progettare anche in piccoli spazi urbani, e che segue i principi della permacultura; per farsene un’idea, consiglio di vedere il documentario che è stato proiettato per l’occasione, “A farm for the future” di Rebecca Hosking. L’autrice racconta in prima persona la sua ricerca di alternative praticabili per mandare avanti la fattoria nel Devon dov’è nata e cresciuta. Come sopportare in futuro la spesa crescente per combustibili e fertilizzanti? Come smettere di far dipendere dal petrolio la produzione di cibo? Come coltivare senza l’uso di grandi macchine? Visitando fattorie, giardini e parchi, e intervistando diversi protagonisti della rivoluzione verde sparsi per il Regno Unito, Rebecca rivede alcuni luoghi comuni che aveva acquisito crescendo in campagna, mentre scopre che molte risposte alle sue domande sono state trovate e messe in pratica.

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